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Il Cocoricò riapre per la gioia della “movida” italiana

DiThomas Scalera

Dic 11, 2015

cocoricò 2

Dopo quattro mesi il Cocoricò ha riaperto i battenti dalla chiusura su ordine della questura. Provvedimento che venne adoperato a causa del tragico incidente che vide coinvolto un sedicenne, spentosi fra mille luci sfavillanti dopo aver assunto una pasticca di ecstasy. Chiudere la discoteca non è stata una decisione giusta a nostro avviso, com’è in un certo senso inutile anche il completo rinnovo del locale dal punto di vista della sicurezza. Settanta telecamere, guardie di sorveglianza sparse ovunque, una severissima selezione all’entrata ed assoluto divieto di accedere ai minori. Questo provvedimento è utile solo dal punto di vista di quella sola zona, ma ha davvero senso curare parzialmente solo una piccola pare di un qualcosa che è totalmente marcio fino alle radici? Mancano i provvedimenti dello stato, che in questo caso, invece di fare sempre le solite leggi su misura, quindi a seconda delle loro egoiste esigenze e a salvaguardia dei propri meri interessi, potevano sforzarsi di fare una grandissima campagna di sensibilizzazione. Le solite due parole ipocrite e di circostanza non bastano, mentre girare per tutte le scuole, insegnare efficacemente che assumere sostanze stupefacenti è stupido oltre che pericoloso, fare molta propaganda e prendere severissimi provvedimenti contro chi spaccia e chi compra determinate sostanze sarebbe stato molto più utile. Lo stato in alcune circostanze, e per stato intendo chi sta al governo, dovrebbe impegnarsi ad essere non solo più presente, ma anche seriamente preoccupato per la vita dei suoi giovani che un giorno saranno il futuro della propria nazione. Come al solito nel belpaese mancano il senso di collettività, l’amor ardente per la patria e tutti i cittadini. Manca il cosiddetto patriottismo. Proprio per questo menefreghismo, la colpa di quanto accaduto e quanto inevitabilmente accadrà ancora, va proprio allo stesso stato. Ma comunque non allarmatevi, state sereni, potete dormire sogni tranquilli, come diceva Caparezza “non siete stati voi”.

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Thomas Scalera

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