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Il Coronavirus, le nostre responsabilità e le martellate sugli zebedei

EDITORIALE – Il #Coronavirus è più facile da temere. E’ semplice, si trasmette lineare, col contatto, lo starnuto, un colpo di tosse. Facile, mettiamo le mascherine, chiudiamoci in casa, niente scuola, università, uffici pubblici.
Ci piace avere un nemico visibile, inquadrabile, contro il quale possiamo imprecare con facilità, lamentandoci del governo, dei politici, dei dottori incompetenti, dei concittadini stronzi. Tutto bello, ma tutto tremendamente falso.

Il Cancro no, invece, di quello non si parla , lo si considera meno, perché di quello sappiamo poco e niente. Eppure i numeri sono impressionanti e molto duri (ma forse è quello che ce lo fa ignorare). Abbiamo taciuto sulle discariche criminali nella nostra terra, abbiamo taciuto quando ci inquinavano l’esistenza, abbiamo taciuto quando vendevamo la nostra terra per 4 spicci, compromettendo le prossime 3 generazioni, se non di più.
Certo, il #Coronavirus è più comodo, perché ci piace vivere in questo film simulando l’apocalisse zombie (chi non vorrebbe vivere in un film e farla franca come i protagonisti?), dove tutti cercano di lavarsene le mani (senza Amuchina), facendo cose formali per poter dire, un domani, io ho fatto tutto quello che ho potuto.
La Campania, per esempio, rimane la regione del sud con l’incidenza maggiore di questa malattia (Fonte: I numeri del Cancro in Italia 2019)

Una minaccia più diretta e immediata, una minaccia di cui abbiamo bisogno per sentirci uniti verso qualcosa.

Ci dimentichiamo quotidianamente dei lavoratori per strada (il caso Jabil che stiamo seguendo), aziende che falliscono, economia al collasso, Turbogas, inceneritori e discariche (autorizzate e non) ovunque, tanti giovani che vanno via per cercare fortuna altrove. E noi BLOCCHIAMO un paese intero per un focolaio di 500 infetti di cui nemmeno un quinto ha sintomi gravi. Le martellate che si dava sulle palle il buon Tafazzi di Gialappasiana memoria facevano, a mio avviso, meno male.
Ignoranza, bugie, allarmismo, anche, a volte, da addetti ai lavori, evidentemente poco attenti o informati.

Ci stiamo facendo del male, stiamo facendo del male alla nostra Economia e alla nostra Società, ma siccome ci piace il film con l’apocalisse zombie, l’accettiamo, credendo di essere protagonisti di una finzione che, invece, è dura realtà.

Il #Coronavirus ci aiuta ad allonatanarci dalle nostre responsabilità, a dare la colpa ai cinesi, ai barconi, agli stranieri, ai padani e a chi lo sa chi altro. E quindi facciamo i moralisti, cercando di salvare le nostre coscienze, senza calcolare i morti per cancro di tanti bambini in provincia di Caserta, di uomini e donne giovani, come mosche, uccisi dall’unico virus che si è dimostrato resistente a qualsiasi cura, antibiotico o vaccino: la stupidità.

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