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Il gemellaggio, un ponte tra Campania e Estremo Oriente: Kagoshima 鹿児島

Descriviamo le bellezze della città di Kagoshima, in Giappone, in occasione del 61° anniversario del suo gemellaggio con Napoli.

Il 3 Maggio 2021 è una data da segnare in agenda, per gli appassionati di Giappone. È il giorno in cui cadrà il 61° anniversario del gemellaggio tra Napoli e la città giapponese di Kagoshima, capoluogo dell’omonima prefettura nella regione del Kyūshū.

Di certo, la lunga storia delle relazioni bilaterali Italia-Giappone stride col fatto che gli organi della nostra città promuovano a malapena un legame tanto significativo. Pochissima gente, infatti, saprà spiegare come mai, ben due odonimi di Napoli (Via e Largo Kagoshima, al Vomero e al Centro direzionale) omaggino una metropoli giapponese. Inoltre, difficilmente la pubblicità delle iniziative culturali correlate a questo gemellaggio oltrepassa i confini di istituzioni specializzate (Es. Università degli Studi di Napoli – L’Orientale).

Come mai? Nella maggior parte dei casi, un gemellaggio con una città estera è spesso considerato – da chi non studia quotidianamente quell’area geografica specifica – come qualcosa di estremamente distante e di cui quindi non valga la pena curarsi.

Eppure, guardando con più attenzione, ci si accorgerebbe che tali legami simbolici vanno ben oltre le visite istituzionali di ambasciatori e i viaggi-scambio studenteschi di rito. Come avvenuto anche per quello tra Kagoshima e Napoli, i gemellaggi sono spesso stabiliti in base alla presenza di punti in comune tra due realtà territoriali.

Piuttosto che redigere un articolo che raccolga più analogie possibili, che avrebbero rischiato di risultare forzate, si è preferito partire da quelle più evidenti per far conoscere aspetti degni di nota di questa realtà giapponese.

Kagoshima, anzitutto, deve il suo essere stata addirittura definita Tōyō no Napori 東洋のナポリ (“Napoli d’Oriente”) alla marcata somiglianza delle caratteristiche topografiche del suo paesaggio con il capoluogo partenopeo. Prima fra tutte, è la presenza a pochi kilometri dal centro abitato di un vulcano attivo. Il monte Sakurajima 桜島 (“Isola dei ciliegi”, 1.117 m), distanziato dal golfo di Kinko da uno specchio d’acqua di 4 km, è considerato un emblema del luogo, tanto da essere stato incluso all’interno della bandiera della città giapponese.

I paesaggi urbani di Napoli e Kagoshima a confronto con, rispettivamente, il Vesuvio e il Sakurajima svettanti. (Wikipedia)

Altra somiglianza di tipo geografico è la sua vicinanza al mare, e il clima mite che ne consegue costituisce uno dei principali vanti che le agenzie turistiche locali attribuiscono a Kagoshima. Il turismo è, difatti, una delle principali attività economiche su cui si fonda la città, complice il connubio di paesaggi naturali mozzafiato ed architetture tradizionali.

Emblematico trait-d’union tra questi due elementi è il Sengan-en 仙巌園, residenza della famiglia Shimazu che governò il dominio di Satsuma (di cui Kagoshima costituiva capitale) in epoca Edo (1603-1868) e nei primi anni di epoca Meiji (fino al 1871). La reggia è circondata da quasi mezzo km2 di giardini in stile tradizionale, con un boschetto di bambù, lanterne votive e due santuari (di cui uno dedicato alla preghiera per la salute dei propri amici gatti, animali che simboleggiano la fortuna in Giappone).

Le stanze interne, invece, soprattutto negli ambienti impiegati per l’accoglienza degli ospiti, riflettono una commistione tra gli stili decorativi occidentale e giapponese. Proprio in elementi come il mobilio di questa stanza, si riflette l’atteggiamento dei daimyō (“Signori del feudo”) di Satsuma nei confronti delle potenze straniere. Mentre il resto del paese praticava una dura politica di regolamentazione degli scambi commerciali e delle relazioni con l’estero, definita Sakoku 鎖国, la famiglia Shimazu vi si oppose, sviluppando proprio questi aspetti. La storia delle interazioni della famiglia è tracciata nel Museo Shōko Shūseikan 尚古集成館, parte del Sengan-en, tra l’altro allestito all’interno del più antico edificio in pietra di tutto il Giappone (del 1865).

Scorcio dello splendido giardino tradizionale del Sengan-en. (Wikipedia)

Altro museo storico degno di nota è lo Ishin furusato 維新ふるさと. Tema di questa attrazione è la restaurazione Meiji, il processo che, nel 1868, restituì il potere effettivo all’imperatore dopo secoli in cui era stato detenuto da autocrati militari denominati shōgun. Attraverso mostre interattive e filmati, parzialmente disponibili in lingua inglese, è possibile apprendere quale fondamentale ruolo abbia giocato Satsuma negli eventi di un pezzo di storia così importante per il Giappone.

Tra i luoghi religiosi da non perdere, rientra il santuario shintōista di Terukuni (Terukuni jinja 照国神社), dedicato all’undicesimo daimyō di Satsuma, Shimazu Nariakira (1809-1858), entrato a far parte del pantheon shintō col nome di Terukuni Daimyōjin (照国大明神). Il corpo centrale del luogo di culto non è quello originale, ma fu ricostruito nel 1953 dopo essere stato danneggiato a seguito della seconda guerra mondiale.

Lo Haiden 拝殿 (“Sala di culto”) del santuario Terukuni. (Wikipedia)

Come già accennato in precedenza, uno degli aspetti in cui Kagoshima brilla di più sono i luoghi e le attrazioni turistiche naturali. Ciò non fa riferimento solo ai numerosi viali alberati e alla generale presenza di verde nelle vie del centro urbano, di cui Napori-dōri ナポリ通り (“Viale Napoli”, il corrispettivo di “Via/Largo Kagoshima”) costituisce un esempio.

Napori-dōri, la strada che la città di Kagoshima ha intitolato alla città di Napoli. (Wikipedia)

Data la presenza del Sakurajima sul territorio, Kagoshima è una delle più popolari mete termali di tutto il Giappone. Le Onsen 温泉 (“Stazioni termali”), sparse su tutto il territorio, sfruttano il calore magmatico sotterraneo per il riscaldamento delle vasche, ma sono rinomate soprattutto per i bagni di sabbia calda. Questi possono raggiungere temperature dai 50° ai 55° e favoriscono la circolazione, nonché l’espulsione di tossine.

Per gli amanti dell’avventura, il vulcano (raggiungibile imbarcandosi su un traghetto), inoltre, garantisce l’occasione di godere di scorci panoramici mozzafiato. Molte sono le agenzie che si occupano dell’organizzazione di tour guidati, spesso con la presenza di vulcanologi professionisti, per osservare da vicino le spettacolari esplosioni laviche (e, contestualmente, poter ammirare una inedita veduta di Kagoshima dall’alto). Dei punti d’osservazione aperti al pubblico generale, l’osservatorio Yunohira 湯之平 è quello situato al punto più alto (373 m).

Altri itinerari escursionistici sono presenti sui molteplici rilievi montuosi e/o collinari circostanti la città. Tra di essi si distingue, situato su una collina al centro della città, il sentiero Shiroyama 城山 (“Montagna del castello”, così definita perché, anticamente, sede di una roccaforte). Alla fine di esso, è collocato l’osservatorio Shiroyama, con vista spettacolare del centro e la baia di Kagoshima, e del Sakurajima. L’area attorno all’osservatorio ha anche un valore aggiunto: essa presenta numerosi siti storici, perché palcoscenico di una delle battaglie della rivolta di Satsuma (1877), una sollevazione armata di ex-samurai che si opponeva alla restaurazione Meiji.

Per i piccini, da segnalare anche Io world・Kagoshima suizokukan いおワールド・鹿児島水族館, l’acquario cittadino di Kagoshima, e lo Hirakawa dōbutsu kōen 平川動物公園, il parco zoologico. Data la bassa quantità di turisti italiani che visitano la città, pochi sono gli enti turistici di Kagoshima che, nella loro interazione, impiegano la lingua italiana, ed essa è assente dalle didascalie di quasi tutte le attrazioni descritte. Lo stesso discorso si può fare per la città di Napoli nei confronti del giapponese.

Sarebbe auspicabile, dunque, che i due governi locali non limitassero la loro azione all’ambito delle iniziative di scambio studentesco e visite ufficiali. Dovrebbero, invece, adoperarsi per politiche concrete che, non solo alimentino la conoscenza degli abitanti dell’una nei confronti dell’altra città, ma favoriscano l’incremento dei flussi turistici reciproci. Potere visitare il sito turistico ufficiale di Kagoshima qui.

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Francesco De Dominicis
Classe 1995, Francesco (in arte Frank Dedo) è specializzato in Lingue e Civiltà Orientali all'Orientale di Napoli. Tra un articolo e l'altro, adora guardare vecchi film del cinema cult, scrivere racconti e canzoni e strimpellare strumenti vari.

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