Gio. Set 19th, 2019

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Il Grasso al cuore! Rosatellum come porcellum, anzi peggio

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Pietro Grasso, ovvero il presidente del Senato italiano, ha dichiarato, dopo la fiducia nel Senato stesso sulla legge elettorale chiamata “rosatellum” (Rosato l’ha ideata, la lingua latina l’ha resa “esotica ed evocativa”, come per il Mattarellum ed il Porcellum o il Consultellum, basta che finiscano per “um” o “us”, ma senza avere nessun “humus”!) che è “una violenza, non mi riconosco più nel Partito Democratico”. In altre parole due piccioni con una stessa fava, la fava di chi sa che la barca sta affondando e che non può permettersi il lusso di restare coerente a chi l’ho ha corteggiato e fortemente voluto come “figura super partes” alla guida e alla coordinazione del Senato della Repubblica italiana. Il gommone, il nostro caro senatore, non lo cede a nessuno, se non a se stesso. Occorre essere attenti e in grado di saltare da uno scranno all’altro al momento opportuno e con le giuste motivazioni, per dare una parvenza di intelligenza e “superiorità” al popolo e ai “colleghi” di partito. Poi ne possiamo parlare, certo. Potremmo dire che non è giusto che arrivi una legge da “ratificare” al Senato da parte di una Camera dei deputati che ha impiegato ben 5 fiducie per non correre rischi, a cui il Senato non può apportare la benché minima modifica. Potremmo parlare del fatto che, come ha detto lo stesso Grasso, “ è stata una scelta molto sofferta”… dettata dal fatto che “non mi riconosco più nel Pd, né nel metodo né nel merito”. Potremmo parlare di tutte le polemiche interne alle varie “anime inquiete di un inquieto partito”. E addirittura potremmo parlare di tutte le polemiche al di fuori di Montecitorio e anche oltre, atte a fare campagna elettorale ma anche a “contarsi”, per gli “oppositors” e i “competitors” di turno. Ma di certo nessuna vorrà parlarvi del fatto che questa legge elettorale è la più antidemocratica e brutta degli ultimi 150 anni. Partorita male e gestita peggio. Una legge ad hoc per gli appetiti dei “soliti noti”, che possono anche cacciare le palle per abbandonare una fazione, ma che non abbandonerebbero mai uno scranno al Senato. O anche alla Camera. Tu chiamali se vuoi… senatori!

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