• Sab. Ott 23rd, 2021

Il Natale deve essere una festa di cuore e non una festa forzata

DiThomas Scalera

Dic 24, 2016

Impegni pressanti, aspettative troppo alte, bilanci esistenziali e umani, ma soprattutto chiediamoci che Natale sarà? Tutti noi ci affrettiamo con tutto il nostro animo per dover rispettare le tradizioni per cui a Natale ‘tutti siamo felici’. E’ il mix esplosivo di gioie e e condizioni che, proprio durante le festività natalizie, fa cadere tutti noi giovani in uno stato di depressione. E’ il cosiddetto “Christmas Blues” che, affermano gli esperti, può determinare uno stato di continua frustrazione in contrasto, ma con l’avvio in apparenza, del clima delle feste. Questo senso di tristezza e depressione, deve essere sconfitto con la felicità del cuore. Tutto questo non deve derivare da una sorta di obbligo al dover essere felici che si percepisce e che deriva dall’idea stereotipata del Natale veicolata ad esempio dalla pubblicità ma che, in vari casi, non ha nulla a che vedere con la nostra tangibile realtà”. La ‘depressione natalizia’ può derivare anche da altri motivi: “Il bisogno primario – affermiamo – è sempre alto c’e’ sempre una aspettativa troppo elevata rispetto alle feste ed ai rituali. Questo motivo dipende purtroppo da uno stato sociale che viviamo. Paura e destabilizzazione sono, attivamente per reazione, portiamo sempre con il cuore l’aspettativa unica di gioia e serenità proprio sulle feste natalizie, viste come possibilità di unione, ricarica e stabilizzazione attiva dell’intera comunità. Tutto questo purtroppo difficilmente può avvenire e nascono come reazione ad effetto sentimenti di delusione e di totale depressione”. Il Natale, infatti, può regalare felicità meraviglia assoluta ( i tedeschi definiscono questo periodo natalizio meraviglia assoluta “Wunderkammer” la camera della felicità assoluta). Ora c’è una considerazione da fare, ma tutto questo può affrancare totalmente, l’esistenza umana. La vita gira ma soprattutto ci porta un demagogico effetto di una bacchetta magica, dei nostri disagi profondi che nella nostra società si vivono quotidianamente. Va sempre considerata, la questione che il disagio sociale dell’isolamento collettivo di nota afferma la mancata rete di rapporti che si concentra sempre in maniera fortissima nel periodo natalizio: le questioni che oggi noi riceviamo sono di serenità, di gioia, di abbondanza felice, e tutto questo si trasforma in una grossa esplosione di gioia assoluta. Per chi purtroppo queste cose nella società non può con l’animo realizzarlo, amaramente si nota lo stato di malessere. Un forte ruolo primario nella nostra malinconia delle feste, però, lo giocano pure il ‘tour de force’ legato allo shopping, gli incontri a volte non proprio graditi con parenti anche lontani o il ricordo, più intenso in questi giorni, di chi non c’è più. Altro capitolo ‘a rischio’ è poi quello dei bilanci esistenziali, ed umani, tipico della fine dell’anno: “Spesso – c’è sempre da ribadire un concetto – noi tutti affermiamo che dichiarare in continuo le nostre evidenze umane che non siamo riusciti a ottenere, ci porta invece a spostare l’attenzione su cosa abbiamo fatto e suoi traguardi raggiunti. Bisogna sempre – sottolineare – che è importante sforzarsi di vedere il ‘bicchiere mezzo pieno’ ed essere con determinazione positivi. Insomma, chiariamo il concetto, “il fatto è che tutti noi investiamo emotivamente troppo nel Natale. E’ come se ci aspettassimo che questo evento facesse scomparire per magia le nostre frustrazioni, le nostre negatività e ci aiutasse a sentirci meno soli. Ma questa è un’illusione del tutto ottica”. Ciò che andrebbe invece fatto, è “ricalibrare con il cuore le nostre aspettative, non dare la colpa alle tradizioni delle feste’ e guardare al Natale come ad un’occasione dolce di scambio di sentimenti ed interiorità piuttosto che un ‘riempitivo’, alla fine illusorio, ma soprattutto tangibile delle nostre ansie e vuoti interiori”. Viviamo le feste con una felicità che derivi dal cuore, ricordandoci sempre che la felicità non deve mai essere un sentimento forzato. “A Natale bisognerà donare sempre il cuore, il nostro tempo, i sentimenti, gli abbracci, ed i sorrisi, perché tutto questo non è mai oggetto di scambio, questi sentimenti rappresentano la vita”

Giacinto Di Patre

Giacinto Di Patre
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Thomas Scalera

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