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Il premio Pasinetti a “Il sindaco di rione sanità”

Nella città fondata dai greci, nonché nel quadrato ideale di Vitruvio sorge un rione, un tempo ricco di salubritas naturale, ma soprattutto sovrannaturale, dove la sfera dei vivi, le abitazionistrette, la basilica di san Gennaro, si innervano in modo carsico con i lazzaretti, i cimiteri, gli ipogei ellenistici; proprio da questo humus santo e maleodorante si innesta, come un rampicante dai numerosi tentacoli, la storia di un Minosse moderno, Antonio Barracano, soprannominato il Sindaco, sacerdote e giudicedell’intero rione, dalle fattezze moderne e giovanili, nel rifacimento cinematografico di Martone, benché, appunto la sua sfera d’azione sembri più vicina ad un personaggio della tragedia greca che a un guappo della periferia partenopea.

La trasmigrazione cinematografica di Martone si avvale degli attori della compagnia teatrale Nest, che partendo da un’ex palestra sono riusciti a creare, in periferia, uno spazio culturale di risonanza europea. Il sindaco di rione sanità, con la regia di Martone, lo hanno rappresentato innumerevoli volte a teatro, per questo il giovanissimo Francesco di Leva, le nervature tortuose dei personaggi del rione sembra riprodurle nel volto, in una mappa rionale e somatica di fruttuosa e costante vitalità.

Non era scontato il successo di un’operazione impervia come la trasposizione cinematografica di un’opera teatrale, composta di lunghi monologhi e frasi complesse, ma la statuaria potenza interpretativa degli altri attori, nonché la perfetta partitura melodica e semantica dei dialoghi di de Fillippo hanno reso il ritmo incalzante, come se si trattasse di una semplice fiction. Mentre la trama si espande in cerchi che cercano disperatamente di trasformarsi in quadrati, con benedizioni laiche, interferenze in diatribe professionali e familiari, il dramma borghese di un rione partenopeo sconfina inavvertitamente nella tragedia greca, con il protagonista che muore durante una cena di addio, per salvare, come una vittima sacrificale che offre il proprio corpo, le guerre fratricide tra gli epigoni.

Per questo motivo venerdì 4 ottobre, al cinema Farnese di Roma,sia Martone che gli attori principali sono stati premiati da Laura Delli Colli, presidente del sindacato dei giornalisti cinematografici, con il premio Pasinetti davanti a un pubblico grato e commosso.

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