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Il Ricciardi di Capua: I teatri non riaprono senza una programmazione

Parla Gianmaria Modugno, proprietario del Teatro Ricciardi di Capua

L’annuncio del Ministro Dario Franceschini di far aprire i teatri il 27 marzo è come benzina sul fuoco in un momento di estrema fragilità nel settore dello spettacolo dal vivo – afferma Gianmaria Modugno, proprietario del Teatro Ricciardisi commette l’errore di equiparare musei, cinema, teatri a ristoranti e altre imprese commerciali”. Il commento unisce il pensiero di tutti gli esercenti privati e denuncia una grave crisi del compartimento che dura dallo scorso 4 marzo 2020, data che decreta la sospensione delle manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura attuando le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. Il padrone di casa del teatro capuano si unisce all’appello dell’ATIP (Associazione Teatri Italiani Privati) presieduta da Massimo Romeo Piparo e rilancia la necessità di un confronto condiviso dalla Politica e dai teatri di tutta la penisola, valutando le obiettive difficoltà delle aziende private che operano rischiando in proprio e senza il sostegno di ingenti risorse Statali. Un teatro, a differenza di altre organizzazioni aziendali, ha bisogno di una programmazione pianificata in anticipo, oltre alla necessità di riuscire a far coincidere gli impegni dei circuiti, delle compagnie e delle distribuzioni cinematografiche. “Anche aprendo con una capacità ridotta, senza aiuti economici, senza poter contare sul sostegnodelle matinée con la scuola e senza considerare gli oneri delle sanificazioni, ci sembra assurdo pensare ad un’attività da svolgere con il pubblico presente mentre le regioni continuano a cambiare o a minacciare di cambiare colore di continuo. L’unica cosa sensata in questo momento delicato potrebbe essere quella di discutere di un’ apertura settembrina dando l’opportunità al settore dello spettacolo di proggettare la prossima stagione”, propone Modugno.

Anche la situazione dei cinema è peggiorata con le distribuzioni che prediligono le piattaforme streaming. Il Teatro Ricciardi come cinema è l’unico nel casertano a scegliere un programma alternativo con film d’essai e pellicole restaurate provenienti dalla Cineteca di Bologna, gradite ad un pubblico che sa apprezzare la bellezza romantica delle sale cinematografiche destinate alla visione di opere di qualità. In un periodo in cui non sono previste nuove uscite la proposta del Ministro di aprire le case della cultura rischia di diventare un trailer di un film mai girato.

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