Gio. Ott 24th, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

Il Rispetto degli Innocenti

6 min read
EVENTI IN EVIDENZA

Adoro relazionarmi. Lo trovo gratificante per me stesso e giusto verso quel senso di partecipazione democratica propria di una comunità che si definisce libera, moderna, armonica. Adoro relazionarmi ma so anche che nel farlo devo rispettare regole di civile convivenza. Il punto è, spesso,capire quale sia la linea rossa da non oltrepassare. Oppure fin dove poter spingersi nella veemenza delle esternazioni, senza offendere o anche ledere la libertà dell’individualità altrui, del loro libero pensiero, delle loro opinioni, del loro agire. Dove e come, quindi, poter stabilire il limite da non superare nelle manifestazioni comunicative con gli altri? Quale è il vero confine oltre il quale non dover spingersi, onde evitare l’intolleranza? Ma,soprattutto, quando avere l’obbligo di rispettare le altrui opinioni, avendo certezza che queste ultime siano effettivamente tali e degne appunto di rispetto? È questo il punto focale di ogni barbarie e di ogni privazione di libertà. Il rispetto è un atto dovuto, ma di certo non può essere un obbligo “a prescindere”. Come si fa a pretendere rispetto da chi non vive tutelando i minimi valori etici e civili della nostra comunità? Come è possibile avere ossequio in chi infanga la credibilità e la volontà di una esistenza “normale”ai propri cittadini? Come, e soprattutto quando, è possibile capire che la misura è talmente colma, da non portare a null’altro che non sia una sana,democratica e dovuta “ribellione”? A queste domande, riconducibili ad un solo monito in fin dei conti, è possibile dare una sola e inequivocabile risposta:esiste rispetto quando si è degni di meritarlo! Altrimenti parliamo d’altro. Altrimenti siamo nella fase della coniugazione dei verbi falsi, delle false parole, dell’apparenza che ben altro vuole nascondere. Quando si è in ambito di ricerca di consensi,spesso ci si dimentica delle “regole” non scritte che appartengono alla dignità umana. Esse, appunto, non essendo “vincolanti” in termini meramente giuridici,appartengono a quella sfera valoriale umana che fa a capo a termini quali etica e morale. Se solo a queste due parole potessimo aggiungere l’atto del “buonsenso”,forse avremmo già una cernita precisa di chi, alla fine di ogni ragionamento e di ogni ambito di applicazione, merita rispetto. In senso generale, e non in maniera specifica e individualistica che possa ledere la suscettibilità degli stolti e dei corrotti dell’anima, il rispetto si dovrebbe centellinare verso chi mostra una coerenza e una dignità, propense al bene comune, al di là della propria individualità. E qui si configura, oltremodo, una netta linea di confine tra chi dignitosamente opera e chi si fa vanto di azioni non proprie,che in molti non vogliono demarcare. È molto più utile e conveniente la menzogna, per certa gente. È molto più utile manipolare le parole, le frasi, le verità, e renderle comunicati stampa, balbettii, falsità. Ovviamente falsi,manipolati, artatamente vestiti di panni bianchi, per coprire il marrone della merda che si è in grado di cacciar fuori, al momento e nei luoghi opportuni. Per fortuna però, un panno bianco può velare alla vista la merda d cui prima, ma non impedirne alla sua puzza di manifestarsi. Ed anche se si cerca di coprire il tanfo con profumi di vario genere, esso permane. Ed è obbligo di ogni cittadino saperlo distinguere, disapprovarlo, contrastarlo. In altre parole:non rispettarlo! Perché la merda non merita rispetto alcuno. E non meriterebbe nemmeno considerazione, se non fosse per il fatto che, come dice mio suocero citando una antica barzelletta, “… l’Italia è piena di cacca”. La barzelletta ve la spiegherò da vicino, semmai ne avrete voglia e tempo. Ma il fatto che si parli di condizioni in cui nemmeno il libeccio di borselliniana memoria riesce a portare via l’afa della criminalità, deve necessariamente farci riflettere e giungere a conclusioni univoche, nonché indispensabili. Ed è in questo ambito di fatale lotta per una giustizia sempre meno acclamata che, al netto delle apparenze, abbiamo l’obbligo di parlare chiaro. Abbiamo la necessità della lotta all’opportunismo, così come abbiamo il dovere del perseguire la dignità di ogni essere umano sulla Terra. E non dobbiamo temere il numero immenso delle amebe che gravitano in quella zona grigia non perseguibile dalla legge, ma nemmeno degna di quel “rispetto” di cui prima. Essi formano la sostanza e il carburante di un Sistema ormai consolidato, che va avanti da secoli, che si crede invincibile. Essi formano quella tipologia di merde che chiamiamo, talvolta senza nemmeno avere ben afferrato il significato dei termini che usiamo,malavita, potere, politica. Intrecci che inequivocabilmente fanno capo a tipologie di azioni che troppo spesso vengono accettate e “rispettate” (quando pure invidiate) da una grande quantità di individui. Si preferisce calpestare gli ultimi, pur di tentare una salvezza personale, con la scusa di tutelare la propria “famiglia”, piuttosto che comprendere che in questo immenso barcone chiamato “vita” ci siamo tutti. Tutti, tranne chi gestisce l’esito delle nostre esistenze, ben ancorato alla terra ferma. Troppe volte ho visto contadini proferire reverenze non solo al parroco locale, ma soprattutto al boss di turno,apostrofando quel “don” che non sa certo di chiesa, bensì di paura. Troppe volte ho visto interi quartieri affidarsi alle lusinghe del candidato di turno. Unica ed ultima spiaggia a cui affidare le proprie speranze. Troppe volte ho visto persone che non hanno avuto il coraggio di denunciare un evidente sopruso, per la paura immane delle conseguenze che a tale atto sarebbero succedute. “Chill nunn’è buon”, “teng paura che po’ fa mal a famiglia mia”, “tu mi è capì, teng e figli”. Ed io capisco, si, e “comm si capisc!”. Ed è proprio perché “capisco”,che credo sia giunto il momento di non rispettare chi il rispetto non lo merita! Comprendo che non sia facile. Comprendo anche che, spesso, si alternano amicizie e conoscenze che portano quasi inevitabilmente a voler vedere e chiamare in modo differente un accadimento che non avrebbe altro modo di essere visto, se non come un reato contro l’essere umano. Chi nega i diritti è un criminale. Né più né meno di un assassino che nega la vita, di un dittatore che nega la libertà di parola, di un camorrista che ti chiede il pizzo. Chi nega i diritti e promette libertà sapendo di mentire, non merita, in ultima analisi,nessun tipo di rispetto. Ed è inutile mantenere una linea di apparenza in cui si “salva la faccia”. È inutile voler far passare chi opera nel giusto come un operatore del male, e viceversa. È inutile parlare quando si dovrebbe tacere,per confondere la verità. Così come è inopportuno e ignavo il silenzio di chi sa, ma fa finta di non sapere, di non esserci, di non vedere, di non sentire. A questi ultimi chiedo: non la sentite la puzza di merda? Non sentite il tanfo della corruzione che qualcuno al vostro fianco vorrebbe mascherare? Non siete consapevoli di chi sono, in verità, le persone che gestiscono le vostre azioni,più o meno lasciandovi credere di essere liberi? Siete schiavi! E sapete di esserlo. Non avete attenuanti: siete complici! Chi non parteggia non merita rispetto, al pari di chi delinque. Ecco perché occorre che una coscienza nuova sia patrimonio imprescindibile di ogni “uomo” degno di questo appellativo. Ecco perché non deve essere importante il ruolo, il titolo, il numero di soldi accumulati e il potere di ogni singolo individuo. Chi merita rispetto se lo conquista sul “campo”. Non ha bisogno di soldi per comprarselo, né di menzogne per ingraziarselo. E nemmeno di imporlo. Perché quando si impone il rispetto,questo diventa paura, oppure convenienza, opportunismo. So che esistono persone degne di rispetto, che però quotidianamente lottano contro chi vorrebbe privarle della dignità, della speranza, della tutela essenziale dei propri diritti di base. A queste persone e a me stesso dico di non arretrare. Di restare all’erta. Di avere rispetto per se stessi e per chi lo merita davvero. A queste persone e a me stesso dico di continuare la lotta, di denunciare e contrastare ogni forma di ingiustizia. A queste persone dico di non prostrarsi dinanzi ai propri “usurpatori”. Chiunque essi siano. Il rispetto non lo meritano tutti. E a chi non lo merita affatto, è preferibile sostituire un sano e sincero “vaffanculo”!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Potrebbe interessarti

3 min read
2 min read
2 min read
2 min read
Open