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Impresiria. Il Mondo sull’orlo di una guerra globale

DiThomas Scalera

Apr 7, 2017

“Potrei rompere il muro del suono”, mi dice qualcuno incontrato per caso in un bar del mio paese, “se solo

lo volessi!” … si, ma, come?

“buttando il cuore al di là dell’ostacolo”, mi risponde. Lascia duemila lire sul bancone, pagando anche il mio

caffè, e se ne va …

Mi sveglio sudato, eppure non era un brutto sogno.

In fondo so il perché: sono teso, concentrato, nervoso, a volte anche assente, scontroso, “schizzato”,

appassionato; in altre parole: PRESSATO!

Da me stesso, per certi versi, e da ciò e da chi mi circonda per altri. In pratica “versi” non in rima, poco

fluidi, artificiosi, artatamente artefatti, rocciosi e poco lucidi a volte, ma pur sempre  poesia di questo

determinato momento.

La “destabilizzazione” e la “demonizzazione” di chi si sa essere “contro” determinate volontà è una delle

strategie più usate per annientare prima del nascere un eventuale pericolo che possa vanificare la riuscita

di un determinato “volere”. In inglese viene detto “negative campaign”, campagna negativa, ma io

aggiungerei anche cattiva “compagnia”.

Ora, ci sono varie rappresentazioni della realtà: ognuno tende a farla coincidere con quella che può essere

“madre” benevola di tutta l’umanità, oppure matrigna di piccoli gruppi di potere.

E’, inevitabilmente, una scelta di “campo”, dove entrano in gioco fattori diversi e molte volte in contrasto

tra loro.

In primis, ad ogni modo, si tratta di scegliere da che parte stare e restare fedeli a tale scelta.

 

Sono fin troppi gli appartenenti alla “terza categoria”, surrogata e subdola, che potremmo facilmente

tradurre col termine di “opportunisti”: quelli che aspettano le briciole che cadono dal tavolo dove si

scontrano le forze di cui parlavamo prima, senza sapere che una delle due ha come obiettivo di “distribuire

equamente” tutto il pane presente!

 

Ma facciamo finta che non sia dato sapere quanto in premessa. Diamo il beneficio del dubbio e il sospetto

che ambo “le vie” possano essere percorribili senza creare “squilibri” e senza che gli omertosi, i

voltagabbana e i leccaculo possano passare per quello che sono in realtà: i veri colpevoli di questo andazzo

mondiale! … facciamo finta che tutto va ben … anzi, analizziamo razionalmente le “presunte ragioni” di

ambo le parti.

In questo continuo e voluto caos, in questa torbida raffigurazione volontaria di falsi bisogni e occultamenti

di diritti, le uniche cose “chiare” risultano essere, paradossalmente, solo le falsificazioni in atto di atti

cartacei e fisici: stravolgere per coinvolgere, verso la causa omologata dell’asservimento alle volontà dei

pochi… sempre… ovunque!

E’ di poche ore fa la notizia di un bombardamento in Siria da parte degli USA, “risposta” all’attacco chimico

imputato al “regime” di Assad e, al di là del fatto che resta l’amaro in bocca (e brandelli di carne

sanguinante addosso) per la sorte senza pace della Siria (che segue a ruota tutte le precedenti “liberazioni”

imperialiste in Africa e Medioriente) , non riesco, pur provandoci, a spiegarmi un po’ di cose.

 

Ora, senza voler fare “complottismo”, voglio solo poter porre a me e a chi legge una domanda: ma seppur

dessimo per vero il “bombardamento chimico” da parte dell’aviazione di Assad, con quale certezza

andremmo a bombardare proprio quelle basi da dove, presumibilmente, potrebbero essere pronti a partire

aerei carichi di sostanze vietate?

Premettendo che l’arsenale (presunto) chimico di Assad è stato letteralmente smantellato, almeno come

dicono gli stessi USA, alcuni anni fa, con quale certezza ora si va a bombardare una determinata base

piuttosto che altro, senza pensare alle rovinosissime conseguenze?

Mi ero prefissato di instaurare il dubbio, perché credo che il sano dubitare delle false verità che il “vero

regime mondiale” vuole inculcarci non può essere altro che fonte di crescita di autonomia, di pensiero, di

azione, di giudizio scevro da paradigmi e dogmi e di giustizia, vera, sana, univoca.

Nell’epoca della “disinformazione programmata”, dove miscele di notizie semi-vere o, se si preferisce,

pseudo-false, fanno da carburante al caos che induce alla schiavitù al sistema imposto, non risulta facile né

agevole districarsi ed avere una “opinione”, figurarsi credere di poter avere una “verità”!

Qui entra in gioco un lavoro di “chiarificazione dubitativa” che non possiamo più ignorare.

Non tutto ciò che dice Caio deve essere preso per vero dai Tizii, anche perché Sempronio non sempre ha la

possibilità di far valere le “sue” ragioni, le sue opinioni.

Tornando al discorso della Siria… beh… c’e’ poco più da aggiungere; resta il pianto per i bimbi e le persone

morte in modo straziante e il dubbio su chi ne sia il colpevole materiale e il suo “mandante”!

 

 

Eugenio Lato

 

Documento senza titolo

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