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Iraq, Baghdad: 38 morti e centinaia di feriti a seguito di attentati

DiThomas Scalera

Gen 15, 2018

Si era parlato di 25 morti nelle prime ore dal duplice attentato di questa mattina a Baghdad, nella centralissima piazza Tayaran, purtroppo il bilancio è rapidamente salito a 38 vittime e centinaia di feriti. La piazza in questione si trova vicinissima al parco Umma, che funge da separazione con piazza Tahir, dove da ormai 4 anni, ogni venerdi o quasi, si svolgono manifestazioni contro la corruzione e la carenza di servizi pubblici. Il Maggiore Generale Saad Maan ha riferito agli organi di stampa ufficiali che il duplice attentato è avvenuto durante l’ora di punta, dove massima era la presenza umana in quei luoghi. A operare sono stati quasi sicuramente solo 2 attentatori suicidi, ovviamente non si esclude un lavoro preparatorio ed accessorio, anzi lo si teme e prevede. Al momento non risultano pervenute alcun tipo di rivendicazione, ma le autorità sono predisposte ad attribuire tali attacchi kamikaze alla mano dell’Isis, di cui si aspetta la rivendicazione da un momento all’altro. Occorre sottolineare che gli attacchi di oggi sono stati anticipati da un altro attacco, avvenuto sanato scorso in piazza Adan, nel nord di Baghdad, che ha provocato altri 8 morti e più di una decina di feriti più o meno gravi. Dopo diverse settimane di calma apparente, sono ritornati gli attacchi nel cuore della capitale irachena, a testimoniare che la zona non può e forse non deve essere considerata mai un’area sicura. Occorre ora verificare la matrice e, semmai fosse confermata quella del califfato, stabilire gli avamposti di ciò che resta dell’ex (?) Stato Islamico. Una storia che sembra difficile da poter descrivere a chiare lettere, anche in virtù degli ultimi fatti che hanno inequivocabilmente stabilito l’intrusione degli Usa e della Turchia tra le fila dei soldati dell’Isis “sgombrati” dalla Siria (liberata ?) e fatti passare altrove sotto scorta, quando non addirittura fatti addestrare dagli stessi Usa nei campi di addestramento medio orientali di propria competenza. Un rebus che non si vuole risolvere, ma che crea tante vittime innocenti. Da segnalare in passato altri attacchi dell’Isis con le stesse metodologie, anche se precedentemente tali attacchi erano mirati ai quartieri presieduti da popolazione sciita. Questa volta non sembra essere così, venendosi a creare un’ulteriore anomalia. Se non un vero e proprio dubbio.

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