Lun. Ott 14th, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

Iraq: trovata fossa comune in seguito a disfatta Isis; migliaia i morti

2 min read
EVENTI IN EVIDENZA

Secondo fonti dirette delle forze di sicurezza irachene, sarebbero state individuate delle fossi comuni, in cui sarebbero ammassati “almeno” 400 corpi, nei pressi della città di Hawija, 240 km da Baghdad. Sarebbe stato l’ultimo atto dell’Isis prima di morire (o abbandonare) la cittadina irachena, in seguito alla sua riconquista nello scorso ottobre da parte delle forze di sicurezza prima menzionate. La Bbc online, che ha trasmesso per prima la notizia poche ore fa, sottolinea anche quanto detto dal governatore di Kirkuk , Rakan Said, secondo cui il ritrovamento dei corpi nelle fosse è avvenuto in una base militare, trasformata per l’occasione in un “luogo di esecuzione”. È inoltre filtrata la notizia secondo cui alcuni corpi avevano indosso abiti civili, mentre altri le ormai purtroppo “famose” tute che l’Isis fa indossare ai condannati a morte. Sarebbero stati alcuni “testimoni” oculari degli eventi a segnalare la posizione delle fosse, questo almeno afferma il generale Mortada al-Luwaibi. Non sono solo queste le fosse comuni scoperte nei territori dell’Isis dopo le varie disfatte del califfato stesso. Solo nel 2016, come scritto dalla Bbc online, l’Associated Press pubblicò un elenco, a seguito di uno studio molto attento, di ben 72 siti di siffatte caratteristiche in Iraq. Stando sempre ai dati e alle testimonianze dirette raccolte da Ap, alcuni di questi siti potevano raccogliere dai 5.000 ai 15.000 corpi. Sembrerebbe quindi che questo ritrovamento sia solo la punta di iceberg fatto di corpi morti e in putrefazione. La conta precisa, semmai sarà tale, potrebbe arrivare a superare anche il milione di persone, prima della fine del conflitto. Anche se, stando ad alcuni storici, questo conflitto difficilmente avrà una fine definitiva. Sia per le caratteristiche della sua “ideologia”, fondata su legami “religiosi” che la rendono ben “radicata” nel profondo, sia per la diversa individuazione dei possibili campi di “battaglia” e alla loro imprevedibilità di organizzazione ed azione in territori molto lontani dal proprio “non-Stato”. Se i nazisti avevano dei “territori” geograficamente delimitati, Daesh rimane purtroppo una realtà sparsa e ad ampio raggio. Sia geograficamente che temporalmente. Una guerra che rischia di assumere connotati di “immortalità”. Una malsana “idea” che rischia di sopravvivere ai propri “ideatori”, nei secoli dei secoli.

Open