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16 settembre 2017

Isis: Inghilterra e Francia nel mirino, mentre la Korea del Nord …


È di poche ore fa la notizia della riapertura della metropolitana di Parsons Green, dopo l’esplosione dell’ordigno rudimentale, ma spietato, che ha fatto meno danni del previsto, a bordo di un treno della District Line. L’attentato, rivendicato dall’Isis, ha fatto 29 vittime, non gravi, ma poteva essere una strage. Un’altra bomba infatti è stata resa innocua dagli artificieri, all’interno della stessa metropolitana. Theresa May intanto ha annunciato che il livello di allerta in Gran Bretagna è passato da “grave” a “critico”, affermando che un nuovo attacco alla nazione inglese è molto probabile nelle prossime ore o giorni. Sono state dispiegati anche militari al fianco e in sostituzione della polizia, nel pattugliamento dei luoghi considerati “sensibili” del Paese. Il tutto nell’ambito dell’operazione chiamata “Tempora”. Conseguente all’aumento per l’appunto del livello di allerta. Mentre in Inghilterra si configura questa situazione, in Francia nella giornata di ieri (15 settembre 2017) due donne sono state aggredite da un uomo armato di martello, nei pressi di Chalone-sur-Saone, nella Saone et Loire (centro est).secondo alcuni testimoni l’uomo avrebbe anche gridato Hallah Akhbar mentre aggrediva le vittime. Lo stesso è stato arrestato dopo una breve fuga e presenterebbe disturbi gravi di natura psichica, mentre per le povere donne le condizioni restano gravi. Serie sono le ferite riportate dalle due, ora in prognosi riservata. Nel continente asiatico intanto, Kim Jong Un ha promesso di “completare il proprio programma nucleare, nonostante le sanzioni dell’Onu”. L’impegno alla denuclearizzazione (e, di fatto, l’apertura a prestare il fianco alle forze Nato) chiesta dall’Onu viene così rifiutata dalla Korea del Nord. Il consigliere alla sicurezza alla Casa Bianca, generale H.R. McMaster, sottolinea invece che il problema della Korea del Nord non è un problema tra gli Usa e la Korea in questione, ma coinvolge tutto il pianeta contro lo stato di Pyongyang. E mentre la Korea del Sud (proprietà ufficiosa ma scontata dell’America statunitense) gioca al risiko reale con simulazioni di attacco al Nord, c’è chi ancora si chiede quando, finalmente, uscirà fuori la verità. Le condizioni di sopraffazione e l’imperialismo dilagante generano storpiature e distorsioni (oltre che ingiustizie di ogni genere e grado), difficili da poter (e voler) definire “verità assolute”. 

 

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Eugenio Lato

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