• Sab. Ott 16th, 2021

L'8 Marzo. Il significato dimenticato di una ricorrenza importante

DiThomas Scalera

Mar 8, 2017

…mille parole al vento

In questo giorno così particolare e ricco di storia, ci si può soffermare sui tanti accadimenti che ci hanno portato a ricordare questa data. In realtà, ma è oramai cosa ben nota, la “festa della donna” ha subito negli anni delle mutazioni, che hanno dato vita a una vera e propria gara all’eccesso. Facciamo dunque un passo indietro. Ritorniamo per un attimo all’epoca in cui le donne erano “schiave” nelle proprie case, prima con i padri poi con i mariti. Ritorniamo per un attimo a quei momenti, quando la donna era considerata una macchina “sforna figli” o un somaro da lavoro. Quando a testa bassa nei campi doveva lavorare e non poteva permettersi di rivolgere la parola a un uomo che non era della sua famiglia. Ecco, ora fermiamoci a riflettere. Cosa ha fatto scattare nella mente di quell’essere umano, considerato “inferiore e privo di intelligenza”, la voglia di ribellarsi e di affermare la propria identità? Sono stati il dolore e la privazione ad iniziare la vera rivoluzione! Nel 1909 il partito socialista americano decise di organizzare una manifestazione per sostenere il diritto al voto anche da parte delle donne, quello fu solo l’inizio. Le donne, prima escluse e maltrattate, iniziavano a far sentire la loro voce organizzando scioperi e scendendo nelle piazze. L’incendio, nella fabbrica Triangle nel 1911, dove persero la vita 123 donne che non riuscirono a scappare perchè chiuse a chiave dai proprietari (la maggior parte italiane e ebree). Questo episodio rafforzò ancora di più i gruppi di protesta. In Italia le cose andarono un po’ più lentamente (come al solito). Non mi dilungo con la storia anche se avrei ancora tante cose da scrivere, (ma devo evitare di appisolare il lettore). Insomma, questo piccolo paragrafo storico, era solo per ricordare a tutte che le donne sono capaci di rivoltare il mondo come un calzino quando si coalizzano e cercano di aiutarsi. Oggi ahimè non sembra invece andare in questo modo. L’8 marzo è diventata una “scusa”, si avete letto bene! È diventata una scusa per frequentare locali fino a notte fonda (magari anche con qualche spogliarellista). La maggior parte delle donne usa questo giorno per pretendere regali, cioccolatini o mazzi fiori svalutando sempre più il significato di questa ricorrenza. Ma ci sono anche quelle donne “meravigliosamente pazze da legare” che ancora cercano di affermarsi in questo mondo ancora troppo maschile e riescono, anche se a fatica, a far sentire il loro grido. Esistono, ed io ne ho conosciute tante, donne che non piegano la testa e non cedono ai ricatti. E ci sono ancora giovani che credono nel significato dell’8 marzo e organizzano manifestazioni di protesta per fermare ogni tipo di violenza. “Violenza” è una parola che mette i brividi solo a pronunciarla, perché ancora oggi c’è tutto questo accanimento sulle donne? Perché devono ancora essere viste come un oggetto sessuale? Negli ultimi dieci anni le donne uccise sono state 1.740e tutte per mano di un uomo. L’8 marzo serve a ricordare a tutte le donne che nella vita bisogna reagire, lottare e soprattutto rialzarsi. In questo giorno forse invece di festeggiare dovremmo pregare per tutte le donne che non potranno più sorridere, per tutte quelle figlie che non hanno più una mamma da abbracciare e per tutte quelle mamme che non hanno più una figlia da chiamare. Alzatevi donne, riprendetevi il vostro posto e createvi i vostri spazi. Alzatevi donne con dignità ed eleganza senza aspettare un cavaliere che vi salvi, potete salvarvi da sole. Non aspettate un uomo che vi regali fiori in questo giorno, ma uno che vi rispetti tutti i giorni! Forza donne almeno per questo 8 marzo meno festa e più consapevolezza.

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Thomas Scalera

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