• Dom. Set 19th, 2021

La Campania e il virus nel libro di Mamone e Castellotti sul Covid

“Covid e dintorni”, il libro di Domenico Mamone e Giampiero Castellotti

C’è anche tanta Campania in “Covid e dintorni”, il libro di 208 pagine scritto da Domenico Mamone e Giampiero Castellotti, rispettivamente presidente e responsabile della comunicazione del sindacato datoriale Unsic (tremila uffici in tutta Italia tra Caf, patronati e Caa). Nel volume non solo si ripercorre l’anno di emergenza sanitaria, ma si analizzano i tanti errori gestionali e ci si interroga su cosa resterà di questa “lezione”.

Il “racconto” parte dai due cinesi ricoverati all’ospedale “Spallanzani” di Roma, ma ricorda che la Campania è stata una delle prime regioni colpite dal virus, con due casi registrati già il 26 febbraio (una paziente originaria di Vallo della Lucania e un’altra assistita in un ospedale della provincia di Caserta).

Un capitolo di “Covid e dintorni” è dedicato a dove tutto è presumibilmente iniziato, la città di Wuhan, nella regione cinese dell’Hubei. Ebbene, ricordano gli autori, questo territorio era già molto conosciuto a tanti amministratori locali italiani che avevano ospitato delegazioni o erano andati in Cina in cerca di opportunità economiche e culturali.

Dal 2011 al 2013, nel dettaglio, miriadi di delegazioni della provincia dell’Hubei hanno conquistato la Campania. “Un’apoteosi di intenti nel campo imprenditoriale, sanitario, universitario, scientifico, culturale – scrivono Mamone e Castellotti, che ricordano il convegno del 10 settembre 2012 alla Città della Scienza “Imprenditoria innovativa e cooperazione tra la Campania e la Provincia cinese di Hubei”, con una delegazione di asiatici composta da oltre 150 membri, per lo più burocrati e giornalisti. Il 9 luglio 2013, operatori sanitari dell’Hubei hanno visitato l’ospedale evangelico “Villa Betania” a Napoli, mentre due mesi dopo un’altra delegazione dell’Hubei ha visitato Caserta. Poi è stata la volta della delegazione della prefettura di Xianning a Benevento.

Il libro mette in risalto un elemento centrale che ha caratterizzato tutta l’emergenza: se il virus ha colpito soprattutto il Nord Italia, nel Mezzogiorno ha fatto emergere i problemi atavici di carenze strutturali e disorganizzazione che hanno finito per rendere più drammatica la situazione.

Mamone e Castellotti ricordano qualche emblematico dato Eurostat: in Italia i posti letto in strutture residenziali per cure a lungo termine nel 2017 erano 4,2 ogni mille residenti, contro gli 8,2 nel Regno Unito, i 9,8 in Francia e gli 11,5 in Germania. Con nette differenze tra i territori: dai circa 70 posti ogni mille anziani a Trento, ai 28 in Piemonte e Lombardia, fino a sotto ai due ogni mille anziani in Campania.

Significativi anche i numeri delle regioni più ricercate nella mobilità sanitaria: Lombardia (saldo di mobilità di 100.641 pazienti), Emilia-Romagna (64.967), Toscana (28.539) e Veneto (10.234). Al contrario, il saldo maggiormente negativo proprio in Campania (55.191), seguita da Calabria (48.032) e Sicilia (36.104).

Ciò è utile per spiegare i pazienti curati in auto a causa di ospedali sovraffollati o le file di ambulanze davanti al pronto soccorso.

In questa situazione da eterna “arte di arrangiarsi”, il libro “Covid e dintorni” ricorda anche la vicenda di San Gennaro Vesuviano, dove un bidello in buona fede sentiva la febbre con la mano in fronte agli studenti diligentemente in fila all’ingresso di scuola, rischiando anche di moltiplicare i contagi. O il sindaco di Bellizzi (Salerno), Domenico Volpe, intento a fermare personalmente i ragazzi sul motorino, invitandoli a tornare a casa.

Ma il rapporto Nord-Sud è stato caratterizzato anche da grande solidarietà di fronte al Covid. “Tanti medici e infermieri meridionali hanno risposto all’appello della Protezione civile per andare a supportare i colleghi nel Nord. Alcuni ospedali del meridione hanno ospitato pazienti trasferiti soprattutto dalla Lombardia – ricordano i due autori. “Favore, del resto, restituito quando ad ottobre, con 2.422 tamponi positivi in sei giorni in Campania, la Regione Lombardia ha messo a disposizione l’ospedale della Fiera di Milano, allestito a tempo di primato mentre infuriava il Covid al Nord – si legge nel libro.

Un intero capitolo, denominato “Scuolavirus”, è dedicato all’istruzione. Oltre ad elencare gli enormi disservizi generati dalla scarsa preparazione di un anno scolastico prevedibilmente complicato, Mamone e Castellotti riportano le numerose ricerche sul rapporto tra scuole in presenza e contagi. Quella dello statistico Livio Fenga dell’Istat, realizzata a titolo personale, quantizza in circa 225.815 i contagi scolastici fino alla chiusura a novembre, con gli impatti maggiori, in termini assoluti, in Lombardia (45.178 casi) e Campania (38.789).

Quando a metà ottobre 2020 il governatore Vincenzo De Luca decise per primo di chiudere le scuole – ricordano gli autori – tale decisione fu definita “gravissima” dalla ministra Azzolina. Ma il governo, appena qualche giorno dopo, fu costretto ad imitarlo.

Domenico Mamone e Giampiero Castellotti, dopo aver ricordato le approssimative “profezie” della scienza, i calcoli discutibili o inesatti, gli scontri tra Stato ed enti locali, l’emergenza economica, si soffermano sulla “lezione” offerta dal virus: il senso di sospensione, la rinnovata gerarchia delle priorità, la necessità di una rigenerazione morale, il monito per le imprese.

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