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La Diocesi di Alife-Caiazzo chiarisce in merito alle accuse sulla tragedia di Piedimonte Matese

DiThomas Scalera

Nov 5, 2015

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PIEDIMONTE MATESE. Comunicazioni infondate, ipotesi senza fondamento, forme di comunicazioni fuorvianti e leggere. La vicenda è presto chiarita. Le indagini sono nelle mani delle Autorità competenti cui la Diocesi ha già garantito la totale collaborazione

La diffusione di notizie destituite di fondamento sul tragico incidente occorso sabato scorso nel cantiere della Basilica di Santa Maria Maggiore, impone di fornire talune precisazioni per evitare fuorvianti ricostruzioni dell’accaduto o, peggio ancora, miserevoli strumentalizzazioni.

  1. Quella più volte indicata come “ordinanza di sospensione” del Comune di Piedimonte, è in realtà una semplice nota, prot. n.2698A.T.13842 del 27/10/2015, con la quale vengono richiesti taluni chiarimenti, tra l’altro già riscontrati, di tipo puramente formale che nulla hanno a che vedere con l’allestimento del cantiere ovvero la sua sicurezza;
  2. tale nota è stata assunta dal Comune fuori termine, vale a dire ben oltre i 30 giorni previsti dall’art.19, commi 3 e 6 bis, della L. n.241/1990;
  3. tale atto, diversamente da quanto più volte affermato in alcuni articoli di stampa, non è stato mai notificato al committente o al direttore dei lavori, essendo stato semplicemente spedito a mezzo del servizio postale ad una sola delle parti e soltanto il giorno prima dell’incidente;
  4. non risponde al vero che l’Impresa esecutrice  sarebbe priva dei requisiti di legge previsti per l’affidamento dei lavori; la Società “Alma service” possiede, infatti, la qualifica richiesta dalla normativa vigente – ossia l’OG2 – mentre la qualifica OS2 è richiesta unicamente per i lavori di restauro dell’apparato decorativo e del ballatoio ligneo dell’organo, interventi questi ultimi non ancora attivati essendo necessario dapprima il completamento delle opere di consolidamento statico e messa in sicurezza.

La Diocesi, dopo aver espresso i sensi del più profondo cordoglio per quanto accaduto, garantisce – come già espressamente dichiarato dal Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo in una nota pubblicata sul portale diocesano di informazione (www.clarusonline.it) – la totale collaborazione con gli Organi inquirenti unici abilitati a ricostruire la dinamica dell’incidente e la individuazione di eventuali responsabilità.

Fonte: Clarus

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Thomas Scalera

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