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La filosofia politica non basta, ci vuole intelligenza: basta emettere sentenze, Mauro Felicori rappresenta il futuro per la promozione dei beni culturali casertani

DiThomas Scalera

Gen 10, 2018

CASERTA. La Reggia di Caserta, specchio e metafora della società in cui è inserita, sta attraversando una profonda radicale trasformazione nella ricerca delle modalità con cui raggiungere i propri obiettivi, il Real monumento  cari pesudo-politici casertani grazie a  Mauro Felicori ha raggiunto i propri scopi, svolge le proprie funzioni e offre servizi utili ed esige per tali ragioni, oggi più che mai una competenza professionale estremamente articolata.

Le motivazioni della crescita possono essere di natura economica, organizzativa, professionale, ma hanno tutte un’origine comune: il nostro patrimonio artistico e culturale è talmente grande che viene, in generale, sottovalutato da chi si occupa delle questioni pubbliche. Al contrario di quanto avviene in altri Paesi che, pur non possedendo le nostre ricchezze, riescono a valorizzare al massimo quello che hanno, a Caserta  ahinoi non  c’è un sorta di “rendita di posizione”: proprio perché non siamo ancora oggi, consapevoli di avere una bellezza unica  al mondo, non ci impegniamo a promuoverla  come meriterebbe. Ma queste ricchezze non sono per sempre, basti pensare al caso Pompei. Quindi, se da un lato è vero che le risorse sono poche (anche in proporzione all’enormità dei beni che necessitano di manutenzione), dall’altro lato quello che manca è una visione manageriale delle istituzioni politiche. All’estero ci sono città che, anche grazie a un piano integrato di comunicazione, sono riuscite a conquistare una fetta di mercato turistico pur non possedendo grandi elementi di attrazione: insomma, poche cose e tanti servizi. A Caserta, al contrario, non c’è mai  inventiva e non sappiamo fare purtroppo sistema. Gli aspetti pragmatici e le linee di metodo del valido Direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori non saranno mai accettati da chi oggi non riesce in relazione ai statuti teorici e ai principi deontologici che ne costituiscono il fondamento. Tanti i pseudo- giornalisti, ma soprattutto tanti i pseudo-politici che hanno emesso sentenze sulla valorizzazione della Reggia di Caserta.  Una  città intelligente come viene definita dai licenziosi politici casertani, dovrebbe chiedersi se c’è bisogno di investire  sull’integrazione dei percorsi turistici. La realizzazione di questo progetti,  coniuga nuove tecnologie e metodi più tradizionali per la gestione e la valorizzazione ai fini turistici dei beni monumentali. Una città intelligente come Caserta  si confronta  realmente  sulle migliori pratiche, sulle esperienze già presenti in Italia. In questo modo, ad esempio, potremo verificare se i progetti  hanno  un valore a livello nazionale e, grazie al confronto, potremo anche migliorare  nel tempo il nostro capoluogo caro sindaco Carlo Marino. Felicori rappresenta l’ancora di salvezza di questa città, la politica con Carlo Marino e Giorgio Magliocca  dovrebbe  pensare  ad infondere il sussidio più utile affrontando  scelte di fondo e decisioni quotidiane e a rendere socialmente e individualmente più produttivo l’impegno istituzionale  per lo sviluppo museale della città. Caserta oggi è completamente morta del tutto. La Reggia non può essere messa in discussione – bisogna tenere unita la dimensione del sapere e dell’organizzare, la valorizzazione e la cosiddetta gestione, non possono accentuare false difficoltà che non possono connaturare una demagogica condizione del museo. A Felicori oggi,   va tutto il nostro sostegno, il suo lavoro ha reso competitiva  la salvaguardia di un rapporto individuale ed unico con la collettività.  Caro Direttore oggi bisogna ridisegnare completamente  la cultura della città di Caserta.  La Reggia ora ha bisogno di concretezza,guardi all’arte contemporanea di casa nostra, magari lanciando un progetto che prevede l’installazione di un valido OSSERVATORIO SULLA PITTURA CASERTANA. Tanti sono gli artisti locali che oggi fanno parlare con la propria arte: Angelo Coppola, Francesca Iodice, Vincenza Iodice, Giusy Santonicola, Jenny Morales, ecc. Inizi ad usare sistemi innovativi. Caserta ha bisogno  di punti di accoglienza multimediali , ma soprattutto ha bisogno  di percorsi principali  legati in rete da un sistema di connessione wireless gratuita. I politici non possono fare i filosofi sui beni culturali  se non  conoscono i mezzi del rinnovamento italiano della museologia. Si ricordi che la sua politica di valorizzazione oggi è migliore delle precedenti gestioni sciagurate della Reggia, ma vogliamo da lei, trasparenza su questi punti:

  1. Ringiovanire  con progetti lo Staff della Reggia, dando spazio a giovani qualificati laureati in Storia dell’Arte
  2. Insistere su linee di principio portanti, dalla cui fondatezza ci si è convinti, sia guardando la nostra storia, sia osservando e studiando altrove esempi di sistemi museali che funzionano bene, sia accogliendo i dettami etici che il Codice deontologico dell’ICOM delinea per il compimento dei fini.
  3. Trasparenza su una convenzione che c’è con un noto ristorante  casertano (ci auguriamo su questo punto di essere stati chiari, perché sappiamo già che lei sia a conoscenza del problema). Per concludere la nostra non è una polemica su ciò che ha portato a Caserta, anzi  la sua gestione è riuscita a dare sin da subito una prospettiva armonica alla preparazione museologica della Reggia di Caserta.

 

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Thomas Scalera

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