Mer. Ott 23rd, 2019

V-news.it

Quotidiano IN-formazione

La Madonna della Neve, tra folklore e suggestione

3 min read
EVENTI IN EVIDENZA

Le domeniche d’agosto quanta neve che cadrà”. Quante volte abbiamo deriso questi versi del cantante napoletano Gigi D’Alessio?

In effetti c’è da ridere nel pensare ad una nevicata ad agosto, visto il clima torrido; ma “scavando” nella storia, ci si rende conto che in effetti tale aforisma non è del tutto fuori luogo.

A Roma durante la notte del 04 agosto 352 d.C. ci fu un “miracoloso” evento: apparve in sogno ad un ricco patrizio di nome Giovanni, la Madonna, che indicò a  lui il punto esatto per la costruzione di una basilica in suo onore.

Il mattino seguente, il ricco patrizio si recò da Papa Liberio per riportare ciò che aveva sognato. Il Pontefice, però, spiegò al giovane patrizio che ebbe lo stesso sogno: La Vergine Maria, indicò loro il punto esatto per la costruzione di una basilica, ubicata sul Colle Esquinio, a Roma. Ma la particolarità del sogno consisteva nel fatto che una fitta nevicata avrebbe indicato loro il punto esatto per edificare tale struttura.

Questi erano i tempi del Concilio di Efeso, in cui la Maternità della Vergine fu “ufficialmente” riconosciuta, e quindi il mondo cristiano aveva l’esigenza di erigere un monumento in onore di Maria.

Il giorno 5 di quell’agosto del 352 d.C. la miracolosa nevicata ci fu, e in quel punto preciso del Colle Esquinio Papa Liberio, grazie al “voto” del nobile patrizio Giovanni, diede inizio ai lavori per la Basilica di Santa Maria Maggiore o basilica Liberiana ( in onore del Papa).

Da quel giorno, nella tradizione cristiana si ricorda questa data con numerose manifestazioni folkloristiche e strettamente cristiane in numerose regione dell’Italia, soprattutto in Campania.

Nella Basilica stessa durante le celebrazioni di rito che ricordano tale evento, vengono rilasciate una “pioggia” di petali di rose bianche che scendono dalla cupola e ricordano la miracolosa nevicata.

Ad oggi non esistono prove scientifiche su questa miracoloso evento. I più attenti studiosi della CLIPEOLOGIA ( è la branca dell’ufologia che si occupa di presunti contatti con oggetti volanti non identificati che sarebbero avvenuti nel passato, anche remoto dell’umanità. La clipeologia però, e le sue affermazioni, non hanno valore scientifico) hanno dato adito ad una voce, grazie soprattutto ad una tavola di Masolino da Panicale del 1423 dipinta insieme al Masaccio ( dipinto della foto). L’opera in questione si chiama LA FONDAZIONE DI SANTA MARIA MAGGIORE. Si tratta di una tempera su tavola che è conservata al Museo di Capodimonte, in cui Papa Liberio con un bastone traccia il perimetro della basilica facendosi spazio sulla neve che è posata a terra, appunto come avevo “suggerito” la Vergine in sogno. Sullo sfondo bizantino e dorato appaiono delle nuvole che hanno tutto l’aspetto di un oggetto non identificabile. Gli studiosi di fenomeni alieni, affermano, che dopo ogni avvistamento, nell’aria si rilascia una sostanza filamentosa bianca, simile alla neve, che un cronista de LA NAZIONE ( un quotidiano fiorentino che diede il nome alla sostanza che si vide nell’ottobre del 1954 dopo l’avvistamento nei cieli di Firenze di oggetti non identificati che fecero sospendere anche la partita tra Fiorentina e Pistoiese) chiamò: BAMBAGIA SILICEA.

Inoltre c’è chi parla di BALLOONING  ovvero di filamenti bianchi prodotti dai ragni, che ad ogni folata di vento sollevano i ragni e li trasportano per lunghi tratti. Una sorta di tecnica di migrazione insomma.

Mentre chi è studioso di tecniche militari, afferma che tali filamenti bianchi si chiamano CHAFF: ossia una contromisura che viene usata per confondere i radar.

Tra il serio e il faceto, questa notte di inizio agosto si tinge di mistero.

Open