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La nomina in commissione di Banfi, e la strumentalizzazione faziosa dei social media

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Proprio ieri, quando appreso la notizia che il mio comico preferito era stato inserito nella commissione UNESCO sono stato molto felice, è un premio per un grande artista che ha fatto ridere diverse generazioni.

E’ ovvio che la cosa si presta a varie letture, e soprattuto, si presta all’ironia del we. Io stesso mi sono lasciato andare a vari post con “meme” divertenti su questo argomento. Per esempio ho citato l’Allenatore nel pallone:

Milano, 2019.Si riunisce la prima commissione UNESCO.

Gepostet von Thomas Scalera am Dienstag, 22. Januar 2019

E poi lo ha fatto anche Lercio:

E Lercio mi viene dietro 😜

Gepostet von Thomas Scalera am Dienstag, 22. Januar 2019

oppure, ancora:

Italia, 1983.Durante i festeggiamenti per la salvezza della Longobarda Oronzo Canà viene portato in trionfo dai tifosi. Celebre la frase: “mi avete preso per un coglione!” “Ma no, sei un eroe!”

Gepostet von Thomas Scalera am Dienstag, 22. Januar 2019

Era normale che ci potessimo fare una risata su un’icona del cinema trash italiano, su Nonno Libero. La cosa che non ho apprezzato, invece, è stata la strumentalizzazione selvaggia dei titoli, il tentativo di alcuni colleghi di far arrivare alla gente il messaggio che SOLO Banfi avrebbe rappresentato l’Italia nel mondo per l’UNESCO.
E non è così, questa è una grande bugia che vado a spiegarvi con estrema semplicità.
La Commissione Nazionale per l’UNESCO (clicca qui per approfondire)
è stata istituita nel 1950, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’ esecuzione dei programmi UNESCO in Italia.

E’ composta da vari organi: L’Assemblea (composta da 49 persone), il gruppo dei presidenti e segretari generali emeriti (sono 5), gli invitati permanenti (2) e il Direttivo (12), composto da un rappresentante per ogni Ministero più un Presidente.

Orbene, l’organo principalmente importante è l’organo direttivo, gli altri possono considerarsi consultivi o di “rappresentanza”. Non fa scandalo la nomina di Banfi, a mio avviso, fa più scandalo il tentativo di “certa stampa” di voler affermare, o voler far credere, che il protagonista di “vieni avanti cretino” andasse a rappresentare da solo il Bel Paese nell’organo di tutela del patrimonio più importante al mondo!

Non è così!

La commissione è composta da ben 68 persone, tra cui luminari e grandi, grandissimi, studiosi di questo Paese. Questo andava detto, invece molti hanno voluto concentrarsi e raccontare, ancora una volta, la pagliuzza e non la trave.
Banfi è una goccia nell’oceano.
Gironzolo un po’, mi imbatto nel post di tale Dario Ballini D’Amato

Che allegramente riempie il suo spazio (legittimamente) di bugie. E questo post fa centinaia di condivisioni, decine e decine di like, la gente lo legge, commenta. MA E’ UN FALSO (per tutto quello che vi ho spiegato sopra).
La Commissione (dal nome, era semplice ndr) è per definizione composta da più persone e, forse, il buon Ballini (o ballista a sto punto) avrebbe dovuto informarsi un po’ meglio, ma, in ogni caso, il suo post fazioso e impreciso, mi ha dato l’occasione di spiegarvi queste cose, il bicchiere è mezzo pieno.

E ora voi mi direte: “si ma lui ha detto ‘basta plurilaureati nelle commissioni'”, e anche questo è un falso, fake scoperto dal popolarissimo Butac.it dove l’autore fa il “debunking” della notizia data da vari giornali, con dei virgolettati usati un po’ a sproposito. https://www.butac.it/lino-banfi-basta-plurilaureati/

In realtà il buon Lino ha detto ” …in questi casi l’UNESCO, credo che le commissioni fino adesso si siano fatte con persone che sono plurilaureate in questo, in quell’altro, conoscono bene la geografia, conoscono bene i posti, i siti, gli ????, tutte cose che io non so, io voglio solo portare un sorriso dovunque. Anche nei posti più seri.”

Che, come potete di certo capire, è ben diverso.

Chiudo con un appello nuovo ai colleghi, siamo l’unico filtro contro la “giungla” del web, non possiamo, né dobbiamo, avallare certe bugie e certe posizioni di parte, noi siamo il baricentro dell’informazione di questo Paese, e dovremmo raccontare sempre la Verità, anche se questo ci potrebbe condannare a perdere il lavoro che amiamo, lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo ai nostri figli.

E ora vi saluto, “il dottor Thomas non è in sede” [cit.]

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