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La Reggia di Caserta è il primo museo “SOCIAL” d’Italia

DiThomas Scalera

Nov 6, 2015

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Venti nuovi direttori per venti super musei. La loro missione? “Raggiungere più persone possibile per portare i musei italiani nel futuro”. Queste le parole del premier Matteo Renzi alla presentazione ufficiale della nuova squadra al Mibact lo scorso settembre. In attesa di poter sbirciare quel futuro che i nuovi direttori, in fase di insediamento, si apprestano a costruire, siamo andati a vedere come se la cavano i musei italiani nel presente sul versante social network. Oltre al sito istituzionale, quasi tutti hanno una profilo Facebook e molti un account Twitter, qualcuno azzarda timidamente un canale YouTube ma, tirando le somme, la confidenza con i social non sembra essere particolarmente disinvolta. Fra i venti musei ci sono poi i grandi assenti del web come la Galleria Borghese di Roma, ora sotto la nuova direzione di Anna Coliva, che ha sì un portale internet ben aggiornato ma latita su Facebook, Twitter e company. Dove il museo lascia campo libero, pullulano le pagine non ufficiali, da quelle commerciali, a quelle turistiche alle fan page che cercano di colmare il vuoto incrementando il caos sulla rete. Gli Uffizi di Firenze accolgono il nuovo direttore Eike Schmidt a mani vuote, senza nemmeno un sito internet dedicato, per non parlare di apposite pagine social. Anche se cercando online non mancano portali interamente dedicate alla galleria fiorentina, l’unica voce ufficiale è quella del Polo museale fiorentino, attivissimo sia su Facebook che su Twitter dove diffonde però notizie e informazioni relative a una trentina fra musei, ville, chiostri e cenacoli del Polo. Stessa situazione per altri due grandi musei del Polo presi in carico da altrettanti nuovi direttori, le Gallerie dell’Accademia e il Museo del Bargello ancora orfane di sito web esclusivo e della grande famiglia social media. Fra i nuovi direttori selezionati attraverso il bando internazionale previsto dal “decreto musei” voluto dal ministro Franceschini, il più giovane di tutti è l’archeologo Gabriel Zuchtriegel, 34 anni, che dirigerà il Parco archeologico di Paestum. Per lui è necessario “operare con internet e con i social, cambiando il percorso del museo”, e la base di partenza non è delle peggiori: dal sito internet del parco campano si accede facilmente alle pagine ufficiali Facebook e Twitter (cosa non scontata) anche se sul gradimento si può lavorare (1.058 like e solo 44 follower). Il museo che ‘piace’ di più su Facebook, fra quelli per i quali siamo riusciti ad individuare in tempi ragionevoli la pagina ufficiale, è senza dubbio la Reggia di Caserta appena passata nelle mani di Mauro Felicori: quasi 96mila like e 2.212 ‘seguaci’ su Twitter. Seguono, a distanza, il Polo Reale di Torino e il Museo di Capodimonte di Napoli con 24 e 23mila like. Numeri molto lontani dal milione e 881mila fan del Louvre di Parigi (un milione 391mila del Metropolitan di New York, 676mila del Guggenheim, 925mila del British Museum di Londra, attivi peraltro anche su Instagram, Tumblr, Pinterest, Google Plus, SondCloud, Twitter e YouTube, con le icone in bella vista sul sito) ma comunque le realtà più social fra i venti super musei italiani.

Leggi articolo completo su: Il Resto del Carlino

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Thomas Scalera

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