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La Reggia Sconosciuta. La terza Puntata. IL TEATRO DI CORTE

DiThomas Scalera

Mar 13, 2017

Terza puntata, esclusiva V-news.it
Il Teatro di corte come non vi è stato mai mostrato.
Ringraziamo Vincenzo Mazzarella, direttore della Valorizzazione di Palazzo Reale per la sua gentile e cortese disponibilità.
Ora godetevi questo capolavoro di Luigi Vanvitelli.

Il TEATRO DI CORTE:
il teatro di corte è l’unica sala del palazzo portata a termine da vanvitelli, anche se i lavori richiesero molto di più del tempo previsto, perché l’architetto era impegnato contemporaneamente nella costruzione della reggia, dell’acquedotto carolino e in altre opere a milano e benevento. esso non era previsto nel progetto originario, per cui la sua costruzione fu iniziata nel 1756, tre anni dopo l’inizio dei lavori per l’edificazione della reggia. fu inaugurato solo nel 1769, in occasione del carnevale, alla presenza di ferdinando e maria carolina. il teatro è l’esatta riproduzione del san carlo di napoli, in proporzioni ridotte.
posto nel lato occidentale del palazzo, ha tre ingressi: quello riservato al re ed alla corte immette direttamente nel palco reale, mentre quelli laterali erano riservati agli invitati e al pubblico e, attraverso due scale semicircolari, conducevano ai palchi. il teatro offre un’immagine di grande eleganza ed equilibrio compositivo.
la pianta è quella classica a ferro di cavallo, come nello scalone reale, su di un alto stilobate a finto marmo si innalzano le colonne alabastrine di gesualdo. fra le colonne, 42 palchetti disposti su cinque ordini, tutti decorati da figure di putti e festoni di fiori, ma ognuno diverso dall’altro. il palco reale occupa in altezza tre ordini di palchetti, è sormontato dalla corona sostenuta dalla fama che suona la tromba e da un ricco drappeggio di cartapesta, riportato all’originario colore azzurro dei borbone con gigli dorati dal recente restauro, dopo che in epoca savoia era stato coperto da un rosso carminio.
nella volta a spicchi, sostenuta da pilastri in breccia rossa d’atripalda e dodici semicolonne di alabastro, il dipinto centrale raffigura apollo che calpesta il pitone, a rappresentare il re ferdinando che calpesta il vizio, eseguito da crescenzo la gamba, come gli affreschi negli spicchi della volta raffiguranti le nove muse e quelli dei medaglioni con i quattro elementi. la balaustra dorata del secondo ordine di palchi circonda l’intera sala. il palcoscenico presenta la caratteristica di poter creare un effetto scenico naturale aprendo sul fondo della scena un portone che dà direttamente sul palco. l’apertura fu creata nel 1770, per la rappresentazione della “didone” del metastasio con la compagnia del san carlo, per creare l’effetto realistico dell’incendio nell’ultima scena. la realizzazione del portale smontabile si deve a collecini. resta, a testimonianza del passato splendore, il grande fondale presente nel teatro, con la figura dell’ercole farnese all’interno di uno splendido giardino.

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Thomas Scalera

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