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La “regola aurea” dei 21 giorni: quanto tempo occorre per consolidare un’abitudine o modificarla

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Probabilmente vi scoraggerà non poco sapere che, secondo le statistiche, la settimana di gennaio appena iniziata è la più “dolorosa” dell’anno. Stando ai numeri, infatti, è in questa settimana che si riscontra il più alto tasso di disimpegno e perdita della motivazione. Detto in parole povere, tutti i buoni propositi che ci si era prefissati cominciano a sfumare da questo momento in poi. Dopo un iniziale ed entusiastico slancio, si finisce col revocare le proprie promesse semplicemente perché non si accetta l’idea che il cambiamento sia un processo lungo e laborioso.

Fino a non molto tempo fa vigeva la cosiddetta “regola dei 21 giorni”, secondo la quale sarebbero stati, appunto, sufficienti solo 21 giorni affinché si consolidasse una nuova abitudine e si rimuovesse o se ne modificasse una vecchia. Quest’idea derivava dagli studi condotti negli anni ‘60 dal chirurgo plastico Maxwell Maltz, autore del libro di automiglioramento dal titolo “Psicocibernetica”. Maltz si accorse che mediamente le persone che avevano subìto un intervento si abituavano alla loro “nuova immagine” dopo 21 giorni. Stesso dicasi per le persone che avevano avuto un’amputazione degli arti. Essi avvertivano nei  giorni successivi all’operazione la sensazione anomala e persistente di possederli ancora, indicandone la posizione nello spazio e sentendo talvolta anche dolore (sindrome dell’arto fantasma). La sintomatologia scompariva dopo i 21 giorni e ne dedusse quindi che fosse la stima di cui tener conto affinché ci si possa abituare a qualcosa di nuovo. Il mito ha trovato ovviamente subito approvazione e si è divulgato velocemente proprio perché, come abbiamo detto poco fa, per noi è preferibile credere che bastino il minimo sforzo e il minor dispiego possibile di tempo per cambiare, piuttosto che accettare quell’amara verità che fa i conti con tempistiche di attuazione lunghe e intrise di impegno e volontà. Tra l’altro, non sempre garantendo i risultati sperati.

Tuttavia, ad onor del vero, dobbiamo chiarire che le parole di Maltz furono travisate. Egli sosteneva infatti che i 21 giorni fossero la quantità minima di tempo di cui tener conto, non quella assoluta. Un tempo necessario, ma non sufficiente. Potremmo quindi al massimo sostenere che tendenzialmente occorre un minimo di 21 giorni affinché un’abitudine cominci a sedimentarsi.

Uno studio più recente, condotto a Londra presso l’istituto University College dalla ricercatrice di psicologia della salute Philippa Lally, ha provato ad indagare in maniera più precisa il tempo di formazione di un’abitudine. 96 le persone che parteciparono all’esperimento e che avevano spontaneamente deciso di adottare una nuova abitudine. Esse vennero seguite per 12 settimane e venne loro richiesto di indicare, ogni giorno, con quanta naturalezza percepissero il loro comportamento a fronte dell’integrazione della nuova abitudine. Lo scopo era in pratica quello di verificare l’insorgere di un certo automatismo indicante l’avvenuto consolidamento della stessa. I risultati furono variabili, a sottolineare che certamente concorrono svariati fattori al solidificarsi di una nuova abitudine, primi tra tutti la motivazione e la perseveranza. In linea di massima i primi 20 giorni sono quelli più difficili per accostarsi alla nuova abitudine ed è intorno al 66° giorno circa che l’azione diventa volontaria e l’abitudine automatica. Questo la dice lunga sul concetto stesso di abitudine. Si è sempre ritenuto che fosse un evento isolato, un semplice fatto. Invece essa è piuttosto un processo. In quanto tale merita un certo lavoro, del tempo e una buona dose di impegno e dedizione. Il consiglio degli esperti è sempre uno: non importa quanto tempo ci voglia o quanto difficile sia il cammino, si parte sempre dal giorno 1. Ciò che conta è dividere l’obiettivo in piccoli step e lavorarci con costanza ogni giorno, senza lasciarsi scoraggiare, anzi, come sostenuto dallo studio, contemplando perfino degli errori che sono spesso parte integrante del lavoro. Se, più o meno come tutti e più o meno consapevolmente, avete fatto delle promesse a voi stessi il primo dell’anno, state attenti a questi primi, più difficili, 20 giorni. Come disse lo stesso Maltz: “Per cambiare un’abitudine, prendi una decisione consapevole e poi impersonifica il tuo nuovo comportamento”.

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“Per cambiare un’abitudine, prendi una decisione consapevole e poi impersonifica il tuo nuovo comportamento”
[Maxwell Maltz]

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