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La senatrice Cinzia Leone in visita al carcere di Poggioreale

Il giorno dopo il convegno tenutosi a Cusano Mutri, la pentastellata ha visitato il carcere più affollato d’Italia

NAPOLI. La senatrice Cinzia Leone lo scorso weekend ha vissuto ore ed ore all’insegna del dialogo, della riflessione e della condivisione rispetto alla problematica carceri e reinserimento dei diversamente liberi.
Il tutto partito dal convegno di venerdì 16 dal titolo “Carcere: diritti, opinioni, proposte e riflessioni”, organizzato da US Acli di Benevento e dalle loro consigliere Petrillo e Lavorgna, con la partecipazione della senatrice Membro della 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare).

Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, della Dott.ssa Maria Saffo Di Maio psicologa della scrittura, della Dott.ssa Patrizia Sannino criminologa, criminalista, mediatrice penale e penale minorile nonché collaboratrice della garante dei detenuti di Caserta Emanuela Belcuore, del garante dei detenuti di Napoli Pietro Ioia (in collegamento telefonico), che hanno accettato l’invito a partecipare della della Dott.ssa Annamena Mastroianni pedagogista e pedagogista giuridica forense e penitenziaria, anch’ella presente come relatrice.
Erano altresì presenti: Maria Concetta Petrillo Assessore comunale di Cusano Mutri che con costanza, umanità e competenza da sempre contribuisce al cambiamento  efficace positivo e reale politico-sociale, Nicola Fetto, Flavio Russo, Carmela Chiacchio e Luigi Esposito.

Una parentesi social-culturale che ha messo l’accento sull’importanza imprescindibile della condivisione, della reintegrazione, dell’ascolto e della possibilità di una pena alternativa per i diversamente liberi. Discussioni e criticità messe a confronto attraverso un’ analisi  dei diritti dei detenuti, con opinioni proposte e riflessioni, appunto come ricordava il titolo del convegno stesso.
Il giorno dopo la Senatrice ha voluto fortemente visitare il carcere di Poggioreale, una volontà,  una necessità, un desiderio, di “entrare”  nel carcere più affollato d’Italia,  un lavoro istituzionale ed umano che proseguirà anche nei prossimi giorni. Il tutto tenendo presente che gli edifici, come quello di un carcere, non sono solo involucri e dovrebbero diventare ,proprio nel caso di strutture detentive,  strutture foriere di esperienze formative e di reintegrazione. Durante la visita con lei anche le Dott.sse Di Maio e Mastroianni, nonché il garante dei detenuti di Napoli Pietro Ioia.
Insieme hanno avuto modo di parlare con i detenuti dei padiglioni Roma, Firenze, Avellino e Genova, entrando nelle celle ed appuntando quanto ascoltato, richiesto o semplicemente osservato. Una scelta consapevole e dettata dalla certezza che alcuni carcerati non ricevono mai visite (indipendentemente dalla questione Covid-19) e non hanno occasioni per parlare con qualcuno che sia esterno all’istituzione penitenziaria. Tanti di loro hanno perso i legami con la famiglia d’origine, o sono semplicemente detenuti in località distanti rispetto a dove vivono i propri parenti, dunque tali visite assumono ancor più una importanza decisiva.

La Senatrice da sempre impegnata in tal senso perché fortemente consapevole del prioritario costruire saperi soprattutto in carcere così come svolgere un ruolo importante nella diminuzione delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale. Si è infatti evidenziato come il detenuto, in una condizione di “espulsione” dal tessuto sociale e familiare, vive nell’attesa del “fine pena”, in costante biblico tra il travaglio dei parenti, la lontananza dai propri cari, la forzata inattività, vivendo un grande disagio. La privazione di una concreta e reale prospettiva di  reintegrazione diventa dunque disagio che coinvolge anche coloro che lavorano all’interno delle mura carcerarie e la società tutta.

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Andrea De Luca
La rassegna

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