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Ladispoli. Il Comitato NO Piazza Almirante Ladispoli pubblica una nota su Marco Vannini

Le dichiarazioni: ‘Piazza Marco Vannini’ si può fare senza scogli burocratici

La volontà di destinare una piazza al giovane Marco ucciso e che ancora attende giustizia

Ecco di seguito la nota del Comitato No Piazza Almirante pubblicata dalla testata Baraondanews.it :
“Piazza Marco Vannini si può fare e senza scogli burocratici. Riguardo Piazza Almirante il sindaco di Ladispoli  Alessandro Grando ha così dichiarato su “Il Messaggero” di questa mattina: “A chi critica senza saperlo, la nostra prima scelta sarebbe stata proprio Piazza Vannini, ma la legge non consente un’intitolazione prima dei dieci anni dalla scomparsa”. Informiamo i lettori e tutte le persone che hanno avuto, ed hanno tuttora, a cuore la tragica vicenda del giovane, che da parte del Sindaco, o di chi per lui, sarebbe bastato andare sul sito web della Prefettura e leggere il testo che regolamenta la toponomastica di strade e piazze per scoprire che esiste una deroga, che rende possibile l’intitolazione a persone scomparse da meno di 10 anni che si siano distinte per particolari benemerenze. Visti però i molteplici impegni del nostro Primo Cittadino, comprendiamo che anche dieci minuti investiti in questa ricerca, avrebbero potuto danneggiare l’azione amministrativa”.
Tuttavia, sarebbe stato sufficiente leggere l’art. 8 del Regolamento per la Toponomastica e per la Numerazione civica del Comune di Ladispoli (del. CC n. 18 del 12/03/2008) per accorgersi che è possibile procedere alle intitolazioni anche prima dei dieci anni rispettando le prescrizioni della Prefettura.
A questo punto, visto che nulla osta  all’intitolazione della piazza a Marco Vannini, immaginiamo che il Sindaco accetterà la proposta dei parrocchiani del Sacro Cuore e i ladispolani finalmente potranno avere una piazza che rappresenti la loro solidarietà nonché la volontà ampiamente espressa dalla comunità”.
Ricordiamo che Marco Vannini tra il 17 ed il 18 maggio 2015 è morto a soli venti anni, a seguito di un colpo di pistola, vicino Roma, più precisamente a Ladispoli, nell’appartamento di Martina, la fidanzata di allora.
Lo scorso 29 gennaio, per la sua morte, il padre della ragazza è stato condannato in Appello a 5 anni, contro i 14 previsti della sentenza di primo grado e della richiesta dell’accusa.
Questa è stata una conseguenza al fatto che il reato è stato derubricato da omicidio volontario a colposo.
Quella maledetta sera in casa, erano presenti:  Antonio Ciondoli, la figlia Martina, la moglie  Maria Pezzillo, il Fratello di Martina Federico e Viola Giorgini la sua fidanzata.
Antonio Ciontoli, sottufficiale della Marina distaccato ai servizi segreti, secondo l’ultima sentenza, avrebbe sparato senza volerlo al giovane Marco mentre quest’ultimo faceva il bagno nella vasca di casa e l’ex suocero gli
mostrava le sue pistole.
Ma resta il fatto che le chiamate ai soccorsi, come sentite in diversi documenti trasmessi in TV, ritardano perché nelle stesse telefonate non viene mai citato il colpo di pistola. Marco Vannini dunque, attende ancora ‘giusta giustizia’.

Omicidio di Marco Vannini: una morte che non fa rumore per Vostro Onore


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