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Le risse sul web. I sindaci di Sessa e Cellole si azzuffano con i cittadini

DiThomas Scalera

Giu 6, 2017


L’avvento dei social media hanno creato numerosi sconquassi sociali. Basti pensare all’uso, molte volte sbagliato, che ne viene fatto delle piattaforme social. Dietro quel velo, “gracile e soffice”, di pubblico dominio e di contatto diretto in ogni istante della giornata, si nasconde un “mostro sociale” che pian piano sta venendo fuori.

Il disegno è perfetto: Tutti contro tutti, con l’unico scopo di prevalere anche al costo di offendere l’interlocutore.
Ovviamente questo discorso è valido soprattutto per i personaggi cosiddetti “pubblici”, che vedono i loro profili inondati di commenti ( a dire il vero anche fuori dalle “norme civili”). Prendiamo ad esempio un politico qualsiasi, Matteo Salvini leader della Lega Nord. Il suo profilo è ricchissimo di insulti, parole poco consone rispetto alla carica politica che detiene ( soprattutto le parole che lui stesso scrive) . Questo perché? Perché l’uso dei social, e soprattutto di face book, deve essere controllato, a maggior ragione se si parla di un uomo politico e quindi di un uomo pubblico.

Dalla politica nazionale a quella territoriale, si sa, il passo è breve. Infatti in questo ciclone “terribile” i due sindaci del territorio aurunco (Silvio Sasso e Angelo Barretta) sembrano aver trovato una giusta “collocazione”.
Il primo ad inaugurare la stagione di una politica rissosa tout court è stato il Sindaco di Sessa Aurunca Silvio Sasso con le sue famose esternazioni in Piazza dopo la vittoria del 2016. Le sue urla, e le sue offese risuonano ancora oggi, come echi rombandi, per le vie del comune sessano. Lo stesso Sindaco molte volte è incappato in discussioni poco costruttive, con parole dure (ed è un eufemismo) : basti pensare al diverbio avuto con il Sindaco di Marcianise Velardi (dello stesso partito pure), i quali si scontrarono con “veemenza” sulle rispettive pagine facebook pochi mesi fa.

Da allora è stato un crescendo, con epicentro proprio il Territorio aurunco, che ha visto coinvolto anche l’ex Sindaco Luigi Tommasino, anch’egli molto duro sulla propria pagina.
Commenti troppo virulenti, offese personali e sarcasmi spiacevoli hanno invaso i profili di alcune cariche istituzionali.
Vittima preferita del Sindaco di Sessa Aurunca, un ex assessore, Italo Calenzo, divenuto il bersaglio quasi quotidiano con sfottò di stampo calcistico. “GIAPPONESE”, questo è l’aggettivo con il quale Sasso chiama l’ex Assessore.
Hiroo Onoda è “l’ultimo Giapponese della giungla”, ossia l’ultimo soldato dell’esercito del Sol Levante che rimase per oltre venti anni nella giungla delle Filippine a difendersi dagli attacchi degli eserciti rivali. Resistette anche al contrattacco di Douglas McArthur che “ liberò” Tokyo il 15 agosto 1945.
L’allusione quindi è chiara, ma rimane pur sempre uno “scherzo di cattivo gusto”, sapendo le cariche che ricoprono suddetti personaggi.
Tutto normale, potrebbe dire qualcuno, in fondo i politici si sono cantate le corna da tempo immemore, sin dai tempi di Cicerone e Catilina .Invece, no stavolta il fenomeno è ben diverso ed è andato oltre.
Un primo cittadino non può “discutere” direttamente con i cittadini che a volte hanno la sola “colpa” di scrivere qualcosa di poco gradito (esistono le eccezioni, ma un Sindaco deve essere savio). Sasso è stato il primo, ma da qualche tempo anche il “gioviale” ( ma non troppo ) sindaco di Cellole Angelo Barretta, è stato contagiato da questo andazzo.
La festa della Repubblica a Cellole, ha vissuto una polemica sul web infinita, con una rissa telematica tra il Sindaco, alcuni cittadini, assessori e consiglieri, sotto l’occhio vigile del popolo che si divide e soprattutto prende le parti manco fosse una battaglia nel Colosseo.
Barretta aveva sempre mostrato moderazione e per molti questa trasformazione appare strana.
L’uomo in fondo si è adattato sempre all’ecosistema, e forse anche il neo Sindaco di Cellole si è “adattato” a questo costume
Non tutti hanno adottato, per fortuna, questo stile ma da più parti si chiede a chi rappresenta le Istituzioni di essere un buon esempio per le nuove generazioni, perchè in questo modo si sta facendo solo del male al proprio ruolo.
E’ passato un anno, più o meno, dal giorno dell’insediamento delle nuove amministrazioni, ma questa querelle è soltanto al primo atto.

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Thomas Scalera

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