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LeBron immenso. Cleveland vince le Finals NBA

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OAKLAND, CA - JUNE 19: LeBron James #23 of the Cleveland Cavaliers holds the Larry O'Brien Championship Trophy after defeating the Golden State Warriors 93-89 in Game 7 of the 2016 NBA Finals at ORACLE Arena on June 19, 2016 in Oakland, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Ezra Shaw/Getty Images)

Per vincere contro chi ha fatto la storia, bisogna fare la storia (la storia dell’NBA). E i Cavaliers, guidati dalla sua stella più luminosa LeBron James, sono riusciti in un’ impresa clamorosa che li inserisce di diritto nei libri di storia sportiva: capovolgere una serie di finale da 1-3 a 4-3 (prima volta che accade nelle Finals) vincendo una gara 7 all’ Oracle Arena di Oakland, Californa, nel fortino dei Golden State Warriors del record 73-9, guidati da Klay Thompson, Draymond Green e dall’ MVP unanime della regoular season Stephen Wardell Curry. Gli uomini di coach Tyronne Lue sono riusciti in un’ impresa al limite dell’ inimmaginabile grazie alle immense prestazioni di Kyrie Irving (artefice della tripla vittoria di gara 7, canestro irreale con Curry a difendere su di lui, oltre ai 41 punti di gara 5), Tristan Thompson (importante il suo apporto in difesa e a rimbalzo) e, soprattutto, di LeBron “the chosen one” James. Proprio “il Re” (altro soprannome di James) si è assicurato il premio ”Bill Russell” come miglior giocatore delle finali con statistiche impressionanti: 30.2 punti, 11.3 rimbalzi, 8.5 assist, 2.2 palle recuperate e 2.7 stoppate, numeri che hanno fatto ritornare in Ohio un titolo sportivo che mancava dal 1964 (allora furono i Browns ad aggiudicarsi il SuperBowl, ma stiamo parlando di un’altra epoca e di un altro sport) e hanno permesso ai Cavaliers di aggiudicarsi il primo titolo della loro storia. Gli sconfitti Golden State, colpevoli di aver buttato alle ortiche una delle stagioni migliori di sempre perdendo una finale in cui si aspettava solo di capire dove festeggiare, si trovano in un mare di rimpianti e punti di domanda: con una squadra piena di acciacchi (Andrew Bogut e Andre Iguodala su tutti) e di punti interrogativi da rifirmare (Harrison Barnes e Festus Ezili meritano di essere rifirmati a cifre così alte?) toccherà al GM Jerry West ritoccare una squadra che, ad uno scalino dal Paradiso, si è ritrovata nell’ Inferno.

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