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Legge di Stabilità, il Senato dice sì con 162 voti a favore

DiThomas Scalera

Dic 22, 2015

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Il Senato dice si alla fiducia alla Legge di Stabilità con 162 voti a favore con un voto in più rispetto alla maggioranza assoluta di 161 sì. Approvata per alzata di mano anche la riforma della Rai

Legge di Stabilità, il Senato dice si con 162 voti a favore e 125 contrari. Un numero comunque risicato visto che risulta essere maggiore di una sola unità rispetto alla maggioranza assoluta. Approvato anche il disegno di legge di riforma della Rai per alzata di mano. Poco dopo è stato approvato il ddl bilancio con 154 voti a favore e 9 contrari. La manovra 2016 è legge. La seduta è stata sospesa. Si ritorna il 12 gennaio.

LEGGE DI STABILITÀ, NUMERI E CRITICHE

La Legge di Stabilità contiene misure per oltre 30 miliardi di euro. La copertura viene innanzitutto dall’aumento dell’indebitamento netto dall’1,4 per cento al 2,4 per cento del Pil. L’Unione Europea aveva autorizzato a un innalzamento del deficit solo fino all’1,8 per cento. Critica Forza Italia, per bocca del capogruppo Paolo Romani: «La Legge di Stabilità approvata al Senato con l’ennesimo voto di fiducia è politicamente e tecnicamente sbagliata. Politicamente sbagliata perché non affronta in maniera efficace i problemi strategici che avevamo sottoposto concretamente all’attenzione del governo – pensioni, esodati, famiglie, Sud, sicurezza – ma si limita invece ad una serie di elargizioni a fini meramente propagandistici che non avranno alcun impatto positivo sull’economia italiana. Tecnicamente sbagliata perché, come hanno certificato ampiamente anche i tecnici del Senato, sono troppe le cose non chiarite in una manovra che si caratterizza per la sua indeterminatezza e che non affronta in maniera seria né la riduzione della spesa pubblica, sottoposta all’alea più che alla certezza dei risultati, né il nodo strutturale del debito pubblico».

LEGGE DI STABILITÀ, FASSINA: «MANCE PER TUTTI»

 «La legge di stabilità è una manovra elettorale, un po’ di mance per tutti, con interventi profondamente iniqui». Così Stefano Fassina: «Si è tolta la Tasi a tutti, si toglie così un miliardo e mezzo di tasse a una fascia molto alta della popolazione. E c’è un’assenza degli investimenti». (Photocredit copertina ANSA/GIORGIO ONORATI)
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Thomas Scalera

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