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Lettere dal Don. La vicenda di Carisio Spaziano, disperso in Russia 75 anni fa

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Negli ultimi anni, il ritrovamento di numerose fosse comuni, che hanno restituito le spoglie di migliaia di soldati italiani morti in Russia lungo le rive del fiume Don, ha aperto un nuovo spiraglio anche sulla sorte di un militare originario di Marzano Appio, nel casertano, disperso il 16 dicembre 1942, esattamente 75 anni fa.

Si tratta del caporal maggiore Carisio Spaziano, classe 1916, appartenente alla 2ª compagnia dell’89° reggimento della Divisione di fanteria “Cosseria”, giunto sul fronte quattro mesi prima e disperso nel corso della sanguinosa operazione denominata dai sovietici “Piccolo Saturno”.

Grazie all’interessamento della nipote Carisia Crudale, che ha risistemato e trascritto la documentazione epistolare conservata nell’archivio familiare, e alla consulenza storica del prof. Giuseppe Angelone, docente presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, è stato possibile stabilire, con l’ausilio di nuove fonti bibliografiche ed archivistiche, la località esatta in cui Carisio risulta disperso, ossia Kosharhji, ubicata a pochi chilometri ad est di Novaja Kalitva, dove era stanziato il comando del suo reparto.

La lettura delle numerose lettere inviate dal fronte di guerra, nonostante fossero state sottoposte a censura, fanno comunque trapelare, tra le righe, la drammatica realtà in cui egli versava: il freddo, la fame, le precarie condizioni igieniche, l’equipaggiamento inadeguato, la lontananza dalla famiglia, il sentore che la vittoria tanto propagandata dal regime andasse scemando e la vista di centinaia di soldati morti negli scontri, lo avevano gettato in un profondo sconforto, tanto da riportare ogni volta la frase: «Sono nato sfortunato!». Un tragico presentimento di quello che di lì a poco gli sarebbe davvero accaduto.

Ed è proprio da questa affermazione che ha preso spunto l’elaborazione di un libro inerente alla vicenda di Carisio Spaziano, che sarà pubblicato dalla nipote la prossima estate, nella speranza che notizie di eventuali nuovi ritrovamenti di resti di soldati italiani possa giungere dalla Russia.

L’intenzione dei familiari è quella di recarsi nella suddetta località russa per poter apporre una targa a perenne memoria del loro congiunto.

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