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Liberi/Castel di Sasso. Manca l'acqua e i sindaci denunciano il disagio. Interviene la Questura

DiThomas Scalera

Feb 22, 2016
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LIBERI/CASTEL DI SASSO. L’organismo provinciale di ordine pubblico scrive alle Compagnie dei Carabinieri di Piedimonte Matese e Capua, chiedendo di mettere a disposizione personale che assista i tecnici della Regione in un controllo capillare lungo la tratta Piedimonte Matese – Alife – Dragoni. Con il passaggio, dallo scorso anno, della gestione delle condotte idriche, alla Regione Campania, l’ufficio regionale ha messo in atto un’azione capillare di controllo. I comuni interessati della comunità del Monte Maggiore fanno i conti, alcuni addirittura da anni, con una persistente mancanza d’acqua. Infatti, in più occasioni, i sindaci di Liberi e Castel di Sasso, Antonio Diana e Francesco Coletta, hanno denunciato agli organi regionali competenti il disagio ininterrotto per i cittadini, sia in merito alle abitazioni private sia ai locali commerciali. Proprio a seguito delle tante lamentele pervenute dagli organi istituzionali locali, il responsabile acquedotti dell’ufficio regionale “Ciclo Integrato delle Acque”, Ciro Pesacane, ha iniziato “un’azione capillare coinvolgendo innanzitutto la Questura di Caserta – ha riferito l’ingegnere Pesacane – per verificare se la lamentata carenza di acqua per diversi comuni alto casertani è da attribuire ad allacci abusivi”. E proprio dalla Questura di Terra di Lavoro è stato dato il primo input organizzativo con una missiva indirizzata ai comandanti delle Compagnie dei carabinieri di Capua e di Piedimonte Matese e alle polizie municipali di diversi Comuni del Matesino e del Monte Maggiore. Oltre che alle cariche istituzionali provinciali e locali, avente per oggetto la “verifica di allacci abusivi sulla condotta idrica Regionale Dn 200 della tratta Alife – Dragoni”. Chiedendo di “assicurare la dovuta assistenza al personale operante al fine di tutelarne l’incolumità in caso di resistenze”. Sottolineando, inoltre, che “ogni emergenza o novità di rilievo al riguardo – si legge ancora nella missiva – andrà tempestivamente segnalata anche i fini dell’adozione di eventuali ulteriori misure che si dovessero rendere necessarie”.E così questa volta l’azione è “capillare su tutta la tratta – ha ancora aggiunto Pesacane – perché ci pare strano che i paesi che attingono dalle sorgenti a poca distanza da Piedimonte Matese, da sempre considerata la città dell’acqua, possano soffrire di carenza idrica. Infatti dai risultati del primo giorno già abbiamo riscontrato cinque prese d’acqua che ci sono apparse a prima vista non conformi. Nei prossimi giorni – ha concluso – si continuerà con l’accertamento minuzioso presso ogni attacco”.
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Thomas Scalera

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