Ven. Ago 23rd, 2019

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Roma. E’ deceduto Andrea Camilleri, il creatore del commissario Montalbano

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Il grande scrittore siciliano è morto oggi a 93 anni

L’Italia piange uno dei suoi grandi autori contemporanei

ROMA. Una notizia che ha sconvolto l’intero mondo della letteratura contemporanea italiana, pochi minuti fa il quotidiano online ‘Repubblica’ ha battuto il triste articolo della scomparsa di Andrea Camilleri uno dei più grandi autori della nostra gloriosa letteratura italiana contemporanea. https://www.repubblica.it/robinson/2019/07/16/news/andrea_camilleri_morto-231343655/?ch_id=sfbk&src_id=8001&g_id=0&atier_id=00&ktgt=sfbk8001000&ref=fbbr

I Fans di ‘Montalbano’ da stamattina piangono. Camilleri era nato per raccontare storie, ma soprattutto era nato per creare personaggi che mettessero in risalto l’essenza divina del quotidiano.Roma da sempre era per lui il suo centro letterario, appunto https://www.v-news.it/umberto-eco-inaugura-la-vi-edizione-di-libri-come/ lo scrittore è deceduto nella città dove Umberto Eco prima di morire inaugurava la VI edizione della fiera dei libri nel 2015 decretando un successo enorme per il capoluogo laziale. Da sempre a dispetto della sua malattia, si faceva guidare dalla sua fedele assistente, Valentina Alferj, depositaria della lingua e dei segreti di Montalbano. Lo faceva salendo sul palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa per interpretare Tiresia, l’indovino tebano cieco che compare già nell’Odissea per indicare a Ulisse la via del ritorno. Un personaggio scelto per affinità elettive, cieco eppure in grado di fare luce con le proprie parole. Lo faceva anche in questi ultimi giorni, mentre preparava il debutto,  alle antiche Terme di Caracalla, con lo spettacolo Autodifesa di Caino. E lo faceva, soprattutto, dando corpi e misteri in pasto a Salvo Montalbano, il personaggio che ha accompagnato i suoi ultimi 25 anni di vita. Camilleri fu grande amico e da sempre ha espresso la sua longevità a Elvira Sellerio: avrebbe dovuto terminare la sua carriera con il secondo romanzo, Il cane di terracotta, ma l’editrice richiamò lo scrittore per chiedergli quando sarebbe arrivato il terzo libro. Lui rispose mai, lei oppose il resoconto delle vendite. Fortunatamente per i lettori, l’ebbe vinta Sellerio e Camilleri continuò a scrivere. Conservò intatta la sua passione per le indagini mnemoniche, ma cambiò le carte in tavola, introducendo nuovi personaggi e iniziando a sporcare le storie con la realtà: dal G8 di Genova https://www.v-news.it/i-poliziotti-condannati-dovranno-pagare-i-danni/ all’immigrazione, fino ad arrivare alla corruzione sugli appalti pubblici … Ben poche miserie umane e italiane sono rimaste estranee alle indagini di Montalbano così come, un romanzo dopo l’altro fino ad arrivare a scrivere il cuoco dell’Alcyon, uscito il 30 maggio e già in testa alle classifiche, si fece strada la paura della vecchiaia. La sua carriera da scrittore come tutti ricordano iniziò infatti in sordina, con la pubblicazione del II corso delle cose nel 1978 e continuò in tutti questi anni alternando ai romanzi storici, tra cui il formidabile Birraio di Preston, i gialli di Montalbano. Continuerà anche domani: c’è un altro Montalbano in attesa di essere pubblicato. Andrea Camilleri lo scrisse anni fa e lo consegnò a Sellerio perché lo conservasse in cassaforte con l’obbligo di pubblicarlo solo dopo la sua morte. L’uscita di scena del commissario, il suo addio definitivo alla vita letteraria, non avverrà con un colpo di pistola e neppure davanti all’altare, con buona pace di chi aspetta da un quarto di secolo che convoli a nozze con Livia

Nell’attesa oggi non ci resta che ringraziare per la sua arte Camilleri per il suo ultimo colpo di teatro, il regalo di un uomo che ha sempre vissuto come voleva, circondato dalle parole. E che se ne è andato così come sognava: raccontandoci storie.

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