• Lun. Ott 18th, 2021

Lombardia. Imma Cusmai e le sue ultime dichiarazioni sul World Congress of Families

L’attivista avverte: “Pillon & Co. stanno colpendo ancora”

Chi ha firmato la tredicesima edizione del World Congress of Families?

Condividiamo il messaggio di Imma Cusmai  postato attraverso la sua pagina Facebook.
Lei, una donna di 47 anni, diventata forte suo malgrado e che si occupa da alcuni anni di figli contesi nei tribunali.

Eccolo di seguito:

“Pare che lo Stato italiano abbia patrocinato la tredicesima edizione del World Congress of Families che si terrà dal 29 al 31 marzo a Verona”. Il Congresso riunirá diverse sigle e fará capo all’Associazione International Organization Families, in cui confluiscono estremisti di destra (da Forza Nuova ad Alba Dorata), estremisti cattolici, anti-abortisti, anti-divorzisti, anti-femministi, attivisti contro i diritti degli omosessuali. Il World Congress of Families individua come cause del declino della “famiglia tradizionale” il divorzio, l’omosessualità e il lavoro femminile. Cioè le donne devono essere obbligate a stare a casa a fare figli, lavare e stirare, altrimenti si sfasciano le famiglie. In questi raduni sono coinvolte persone come Yelena Mizulina, presidente della Duma russa, firmataria di una proposta di legge per la depenalizzazione della violenza domestica. E cioè, in parole molto semplici, se tuo marito o un tuo parente ti picchia in casa o ti fa violenza in casa, non è reato. E dietro questi “Signori”, come spesso accade, ci sono potenti fondazioni miliardarie, oligarchi russi danarosi e generosi, cardinali, correnti religiose integraliste ben disponibili a finanziare eventi e campagne. Uno dei registi di questa ennesima operazione dell’internazionale di estrema destra, è Alexey Komow, russo, presidente dell’associazione culturale Lombardia Russia, da anni molto, molto vicino a Matteo Salvini e al suo cerchio magico.
La domanda ora ci deve nascere spontanea:
Chi ha firmato questo Congresso che propone tutte queste oscenitá?
Conte smentisce il suo patrocinio. Stefano Buffagni (m5s) e l’ex Garante Infanzia, Vincenzo Spadafora, sono contro il patrocinio. E allora chi lo ha concesso senza renderne conto?
Ce lo spiega com’è andata Jacopo Coghe, vice presidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie: “Noi la richiesta di patrocinio l’abbiamo inoltrata al ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, che ce l’ha concessa, ma, siccome non esiste un ministero della Famiglia, il logo non poteva essere altro che quello della presidenza del Consiglio dei ministri. Mi sembra una polemica un po’ strumentale”.
Eh no, non può farla così semplice Mr. Coghe, questa non è polemica, noi lo chiamiamo rispetto! La chiamiamo salvaguardia!”
Inoltre riportiamo di seguito le dichiarazioni della Cusmai durante una intervista rilasciata e pubblicata dal Corriere della sera qualche anno fa:
“Si può morire di dolore. Mia figlia ed io abbiamo raggiunto il massimo che si poteva ottenere da quella che era partita come una semplice richiesta di divorzio ma che invece si è trasformata in un fitto e perverso gioco al massacro. Denunce, offese, bugie. Il tutto condito da pedinamenti, registrazioni, violenza psicologica a 360°. Si era messa in atto una “tresca” a mio danno, stando alle parole scritte da un PM milanese. Una tresca concertata da un ex rancoroso e la sua compagna, una donna di quasi cinquant’anni senza figli. Danneggiando me hanno però di riflesso colpito una bambina che all’epoca aveva solo sei anni.
Dal momento della sottrazione coatta a scuola su ordinanza immediata del giudice nulla ci è stato risparmiato, come nulla ci è stato regalato per recuperare il nostro rapporto in questi lunghi quattro anni tra perizie e colpi bassi. Se sono viva, se riesco a parlare di questa pugnalata a cuore aperto è perché amo mia figlia, amo la vita e so rimanere lucida di fronte a chi gioca con i sentimenti delle persone. Come pensate abbia vissuto mia figlia?
E’ arrivata persino a strapparsi ciocche di capelli per la frustrazione, per la rabbia inespressa, e la solitudine… Sono stata l’unica a cogliere tutto il suo dolore durante gli incontri in “spazio neutro”. Sì, avete letto bene, per ben due anni ho potuto vedere mia figlia solo in “spazio neutro” (una stanza che il Comune mette a disposizione per mantenere il contatto genitore-figlio quando papà e mamma si scannano nei tribunali). Quante volte potevo chiamarla? Sempre, una volta alla settimana”

Ed ancora: “Salvare mia figlia è stato un “lavoro invisibile” che avrebbe realisticamente portato alla follia. In questi duri anni mi sono attivata e sono sopravvissuta, come mia figlia che ha rischiato di perdere sua madre”

Documento senza titolo

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Thomas Scalera

Il Guru