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L’urlo del silenzio

DiThomas Scalera

Mar 15, 2017

Ci sono presenze che fanno rumore e stonano nel canto della libertà e dell’eguaglianza, come ad esempio alcuni “controllori” tra le file di una azienda o di abusivi “caporali” tra i solchi di terra dove si coltivano pomodori d’estate; ma ci sono anche assenze che fanno molto più chiasso, soprattutto quando si parla di chi,eletto e ben pagato, viene meno al proprio ruolo e compito di sedere e discutere tra i banchi parlamentari del destino e della programmazione della propria nazione.
Non è solo una questione di importanza degli argomenti trattati, purtroppo in determinate circostanze viene meno il “dovere” di chi ci rappresenta di “rappresentarci” appunto.
Ed avviene così che alla Camera, lunedì 13 marzo 2017, si presentano a discutere solo 17 deputati sulla proposta di legge chiamata “norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, che si propone di regolamentare in pratica la questione del “fine vita”.
Ora, al di là delle polemiche spicciole e al di là dell’argomento in sé, vorrei si sgombrasse subito il campo da qualsiasi incomprensione e, a tal fine, ci tengo a precisare che chi è pagato per svolgere un ruolo ha l’obbligo materiale e morale di essere presente sempre.
Non accetto dunque le dichiarazioni di Giacchetti (presidente di turno) quando afferma che “è normale, è una cosa che si verifica in occasione delle discussioni generali che coinvolgono solo i deputati chiamati a intervenire, mentre  per le fasi successive c’è un coinvolgimento di tutta l’aula”, prima di tutto perché chi non interviene è tenuto ad ascoltare e poi perché vorrei capire che tipo di esempio si dà alla Nazione e quale rispetto per le Istituzioni elettive possiamo ancora dare a chi, dall’alto della propria superbia e potere, persevera in una prassi malsana e atipica, per non dire insulsa e antidemocratica, che tradotto in altra lingua si può esprimere in un sol termine: assenteismo!
Beh, si certo lo so, è facoltà stabilita il poter essere assenti ma, almeno da un punto di vista etico e morale, lasciatemi dire che se andiamo a considerare quegli scranni come un “posto di lavoro” (e per me è anche di più in quanto parliamo di un “posto di lavoro che ci rappresenta”, o dovrebbe farlo), allora è chiaro che tali assenze rappresentano un atto di sciopero e protesta, oppure uno “snobbare” il popolo e ciò che lo riguarda.
Ripeto, non entro nel merito dell’argomento ma non posso “concentrarmi sulla qualità del dibattito”, come suggerisce sempre Giacchetti, se penso agli scranni vuoti e al silenzio che si emanava da tale assenze.
Sono certo che sarebbero passate ugualmente le quattro ore di dibattito nelle quali sono state presentate due questioni pregiudiziali e quattro richieste di sospensiva ma, al di là dei 17 interventi, non si può negare che troppo forte si ode l’urlo di questo silenzio che offende la dignità del popolo sovrano e l’intelligenza degli elettori, sempre più spesso presi per i fondelli da leggi elettorali che tutelano lo status quo e manovre create ad hoc per “illudere” che qualcosa cambi mentre il grosso del “tutto imperante e imperativo” resta a pieno titolo ciò che è : un regime finto-democratico al soldo di lobby e padroni.
Un’ultima domanda la farei : e se si fosse discusso di tagli allo stipendio dei parlamentari siamo sicuri che ci sarebbero stati sempre e solo i relatori? Ah dimenticavo … la presa per il culo su questo argomento è stata già “simulata” tempo fa; d’altronde lo so anch’io: quando sei minoranza puoi proporre tutto, anche (o soprattutto) sapendo che ciò che proponi verrà bocciato da una massiccia e schiacciante “maggioranza”!
…. Chissà che a volte non ci si metta d’accordo… nel gran bazar del Governo …
Il gioco delle parti è sempre attuale…  nulla di nuovo sotto il sole!
Ecco perché occorre “cambiare il sole” … ad maiora…

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Thomas Scalera

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