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Macerata Campania. Festa di Sant’Antuono, la nuova era de “I Ragazzi del 2000”

Il ritorno al passato de “I Ragazzi del 2000”

MACERATA CAMPANIA. Sonorità oscillanti tra tradizione e innovazione, una ritmica a tratti tribale e melodie impastate di festosa allegria. Questi tre elementi, nella festa antoniana di Macerata Campania, assumono l’ormai leggendario nome de “I Ragazzi del 2000”. Il loro apporto alla festa è sempre stato rilevante. Oggi la loro epopea s’arricchisce d’un nuovo capitolo. Esso, pur nella sua modestia, è la riprova della ciclicità della storia.

Cronistoria

Il carro fu fondato nell’ottobre del 1995. All’epoca i fondatori erano pressoché imberbi. La loro età oscillava tra i tredici e i quattordici anni. Quella a cui appartenevano sarebbe stata la generazione degli anni 2000. Ecco perché, tra un frizzo e l’altro, quell’allegra brigata si rispecchiò in un nome che oggi, a più di venticinque anni, ancor l’identifica. Pretendere di riassumere ventisette anni di passione in un modesto articolo sarebbe piuttosto pretenzioso. Ad ogni buon conto, il loro percorso, è scindibile in tre diverse epoche: gli anni della sperimentazione sono quelli che vanno dal 1995 al 2000; quelli della consacrazione, invece, corrispondono allo scorso decennio; le vicende più travagliate, in fine, sono quelle che hanno caratterizzato l’attuale decennio.

Gli anni d’oro

Come sopra riportato gli anni più intensi furono quelli della scorsa decade. A partire dal 2001, infatti, la battuglia ha avuto un nuovo cantante: “Giulio”. La progressiva maturazione dei ragazzini della fondazione, fusa alla sua potente voce, impressero il carro nel cuore del pubblico della festa.

Carlo Merola

Carlo

Quest’era felice fu funestata da un grave incidente. Carlo Merola (Carletto) era l’anima del carro. Per esso faceva di tutto: saldava e riparava le botti, curava l’impianto e tutta la parte elettrica del carro e (come mostra la foto) suonava la botte. Questo ragazzo che aveva la dimora a Curti ed il cuore a Macerata era un operaio che sbarcava il lunario con lavoretti soggetti ad alterne fortune. Lavorando per una grossa azienda locale, per un periodo, si trasferì in Belgio. Qui lavorava a stretto contatto con delle trivelle atte a sondare il terreno. Sul finire del gennaio del 2005, durante l’esecuzione d’alcuni lavori il terreno gli franò sotto i piedi. Nel muoversi per fuggire rimase schiacciato da una trivella. Da allora la battuglia, nel corso della festa, l’omaggia con “Tamburriata” un vecchio brano napoletano che, negli ultimi tempi, era solito canticchiare.

Antonio Visconte e Giulio D’Addio

Giulio e Antonio

A partire dal 2011 quella di Giulio non è più stata la prima voce del carro. Ad allontanarlo da esso furono quelli che, oggi, egli stesso, concordemente col suo capo battuglia definisce “futili screzi”. Fatto sta che tra il 2011 e il 2019 è stato l’indiscusso protagonista d’un’altra epopea, quella de “L’ombra Nov”. Poi, il tredici gennaio scorso, sul sagrato di San. Martino Vescovo, l’annuncio “questo per l’Ombra No è l’ultimo anno”. In cuor suo aveva già deciso. Era l’ora di tornare a far coppia col suo storico capo battuglia, Antonio Visconte. Con egli, dallo scorso febbraio, si sta preparando per la prossima edizione della festa. Il suo ritorno sarà all’insegna del passato. I brani d’un tempo, infatti, saranno quasi tutti riproposti. Giulio e Antonio, però, al contempo, hanno in serbo degli inediti con cui si dicono certi di stupire. Dà là su Carletto se ne rallegrerà tanto. Il suo nome e la sua canzone preferita, dalla prossima edizione, torneranno a risuonare per le strade di Macerata Campania. A cantarli sarà il suo fidato amico Giulio.

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