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Maddaloni. PD, Carlo Scalera: “Il Partito Democratico riparte da Peppe Razzano”

DiThomas Scalera

Gen 23, 2017

MADDALONI. Il dado è tratto. Il Partito Democratico riparte da Peppe Razzano. Finalmente i giovani. Un giovane, ancora più giovane, per tentare di dare una scossa al sistema e cambiare Maddaloni. Per tentare la scalata al cielo. Ovvero per cercare di rafforzare il PD come l’unica alternativa possibile e credibile, la sola in grado di garantire un buon futuro a Maddaloni senza correre il rischio di arretramenti sul piano della qualità del governo, della qualità della vita dei cittadini e della qualità della democrazia.

Impresa difficile, ma non impossibile. Sono anni di crisi e Maddaloni attraversa una fase di incertezza. Ha bisogno di riprendere fiducia in se stessa. Peppe Razzano lo sa. Si metterà a capo del PD cercando di riportare il partito centrale del sistema politico locale croce e delizia dei maddalonesi. Ora tocca a lui. E lui si dichiara pronto alla sfida. Ma dice di più: ha una visione nuova pronta a sposare idee chiare per Maddaloni, su questo si aspetta di essere valutato e votato. Sinceramente non vorrei mancare di rispetto al mitico «popolo maddalonese delle primarie», sempre entusiasta e numeroso; ma ho avuto l’impressione che questo «popolo» non abbia compreso bene a cosa servono, le primarie.
In America, dove le hanno inventate, l’obiettivo non è scegliere il personaggio più simpatico, identitario, vicino alla sensibilità dei militanti, portatore della linea più dura, pura, radicale. L’obiettivo è scegliere il candidato che ha più numeri per battere gli avversari. L’uomo in cui possono riconoscersi non tanto i «compagni», quanto la maggioranza dei concittadini .
In Italia, all’inizio le primarie sono state il modo di confermare una decisione già presa dai partiti Poi chissà perché la scelta è diventata «vera».
Si, una grandiosa partecipazione di cittadini. La sfida è importante. Ed ora tutti noi sentiamo la responsabilità. Chi di fronte a una sfida come questa pensasse di non dover studiare, imparare e approfondire, commetterebbe un peccato di arroganza gravissimo. E noi afferma Scalera non intendiamo farlo. Nella nostra esperienza di questi anni, abbiamo visto cose mediocri sulla politica maddalonese. Ora ci piacerebbe capire, ma soprattutto ci auguriamo che Razzano metta in campo le sue idee e le sue competenze al servizio della comunità.”

Forse qualcuno dirà giustamente che centinaia di cittadini che sono andati a votare non avevano nulla da chiedere agli esponenti del Partito Democratico. Che come al solito sono scesi in campo i soliti galoppini, da entrambe le parti.
Qualcuno o più di uno, sono stati accompagnati al seggio con la promessa di qualcosa.
Che fuori al seggio c’erano personaggi che con la politica non avevano nulla da spartire.
Ecco potrei ancora continuare, ma ribadisco mi fermo qui.
Mi fermo qui dicendo che comunque è stata una bella festa di partecipazione. Tantissimi e dico tantissimi sono andati a votare liberamente per l’uno e per l’altro.
Il giovane Razzano, ha vinto e non ha stravinto.
L’organizzazione è stata perfetta e questo è già un buon segno per ripartire costruendo i tasselli del centrosinistra locale.
Ripartire dai giovani, che hanno creduto in Smarrelli, in Ventrone che hanno sacrificato famiglia, sindacato e lavoro per dare la migliore organizzazione. Ai tanti cittadini che si erano allontanati dalla politica. Ai tanti politici perbene che avevano lasciato amaramente il PD.
Ora si deve continuare a ricercare un nemico, o più nemici in casa, questo esercizio diventa asfittico togliendo forza e autorevolezza a tutti, in particolare a chi rappresenta ruoli istituzionali e di primo piano a livello politico. Con Giuseppe e Flavio, giovani valorosi che hanno messo la faccia, bisogna costruire un’agenda di lavoro che guardi allo sviluppo, alla radicale rinascita di questa città e ad un partito che deve uscire dal commissariamento capace con innovazione di sostenere e sollecitare le sue istituzioni perché ha idee, perché mette donne e uomini al lavoro e non in copertina.
Da Maddaloni può nascere una nuova fase basterà capire solamente l’ organizzazione, la line politica, solo così metteremo in rete le diverse esperienze, recupereremo un legame spezzato con una parte di società che rischia di rimanere esclusa dal dibattito politico, restituire valore e dignità alle idee di una sinistra che vuole incidere nell’azione congiunta del PD e del governo, dare la possibilità a chi ha abbandonato il partito o rischia di farlo di avere un riferimento progressivo solido e credibile perché la scelta di allontanarsi non diventi definitiva. Bisogna mettere tutte queste esperienze in rete e dotarsi di una organizzazione che vi consenta di rendere maggiormente coerente e incisivo il lavoro fatto fino ad ora.
L’aiuto a supportarsi, uscire dai confini delle federazioni incapaci, fare tesoro di tutte le esperienze e le competenze che si trovano tra di voi e che hanno subito un ingiusto isolamento in anni in cui la politica si è preoccupata più di comunicazione che di contenuti.
Ai miei amici della sinistra ricordo che opportuno mantenere la solida schiena dritta e dire con chiarezza quali sono i principi sotto i quali non sono disposti a scendere a mediazioni ulteriori e su tutto questo bisogno di fare e sostenere campagne e compagni che creino mobilitazione dal basso, su questioni che non possono più aspettare.
Basta con le promesse, basta coi cedimenti a visioni retrograde e conservatrici, la politica deve trovare le forze e il coraggio per mettersi al passo con una società che ci ha dimostrato, spesso è già molto più avanti . Ora c’è tanto su cui lavorare, c’è tanto di cui ragionare. Spero che lo farete, con la consapevolezza che la battaglia è lunga e difficile, senza cedere ai mediocri principi che ci sono in un partito, il principio puoi starci solo se accetti la linea imposta dalla maggioranza altrimenti è meglio andarsene. Basta guardarsi intorno. Guardare ai meravigliosi volontari che hanno permesso la realizzazione di questa festa (ai quali va tutta la mia gratitudine), all’attenzione che c’è intorno a questo vostro percorso, alla fiducia e alla speranza che incontriate, alla sua sensibilità politica e capacità di ascolto, ogni volta che andate ad incontrare la base.
Questi sono i momenti in cui mi convinco che siete davvero sulla strada giusta e su questa strada dovete proseguire, mettendo in campo fino in fondo la vostra vera forza: la vostra passione e un amore incondizionato per la buona politica e per una Maddaloni Migliore.
Razzano la Madonna ti ha accompagnato e ti accompagnerà ancora, ma ora tocca a te.

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Thomas Scalera

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