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Mamme in quarantena. Tra abbandono e incomprensione


È tipico, nell’immaginario comune, pensare che una vita a casa con i propri figli sia un utopia, qualcosa di meraviglioso ed inarrivabile. Le donne che hanno questa “possibilità” sono considerate dalle altre delle prescelte, delle entità supreme, insomma donne baciate dalla fortuna. Non si riflette però, su una cosa, che più che essere stata una possibilità, forse, per la maggior parte è stata l’unica scelta possibile, al di là delle condizioni economiche e della necessità di un doppio stipendio. Oggi come oggi, avere due stipendi o comunque due entrate economiche in famiglia è necessario per tutti, soprattutto laddove i bambini sono più di uno, ma non tutte possono permettersi di andare a lavorare e lasciare casa e figli per ore. Ci sono donne che, semplicemente, devono farsi carico di tutto da sole e questo esclude a prescindere la possibilità di lasciare casa per mezza giornata o più ore, purtroppo.

Se una mamma, con uno, due o più figli, al mattino lascia casa per andare a lavorare, si presume che ci sia qualcuno che si occupa dei suoi figli, del pranzo, della cura della casa. Non tutti hanno la fortuna di avere mariti o che possano dare il cambio, nonni disponibili a trasferirsi dai nipoti e sostituire la mamma o personale di servizio dentro casa. Così quella che deve rinunciare alla sua indipendenza, per mandare avanti tutto e tutti, è la mamma. Con un nodo in gola, rinuncia a quelle poche ore in cui potrebbe essere una donna, nel mondo e per il mondo, oltre che una mamma. Senza il supporto delle scuole, poi, tantissime donne hanno dovuto rinunciare al lavoro, laddove lo smart working non è possibile. Moltissime donne si svegliano al mattino e iniziano a preparare colazioni, pranzi, merende e cene, rassettare, riordinare, cambiare pannolini, calmare litigi, pianti, giocare, abbracciare i propri bambini in una routine che segue ritmi sfiancanti, fatti di amore, solitudine, amore, paura, incomprensione e ancora amore. Salti nel vuoto per riuscire a fare una doccia, docce fatte in due minuti con i bambini accanto, spese al volo, comprando cose a caso perché saltano fuori dal carrello.

Pranzi consumati in piedi e velocemente, perché qualcuno piange, qualcuno litiga, qualcuno ha bisogno di te.
Essere mamma a tempo pieno è molto più che un lavoro, è avere responsabilità di vite umane, le più preziose, quelle dei bambini, 24 ore su 24, senza che ci sia stata data una ricetta da seguire, senza supporti, senza nessuno che ti dica : non ti preoccupare, stanotte mi alzo io. Moltissime donne in Italia sono sole perché non interessa a nessuno se i partner lavorano 12 ore al giorno, non ci sono supporti, non ci sono stipendi, non c’è riconoscenza, l’Italia, oggi più che mai non è un posto per mamme. Eppure loro non si fermano mai, perché hanno l’unico motore che non si blocca, l’amore! Più riconoscenza e meno critiche, stare a casa non è un lusso, ma una grande assunzione di responsabilità, è coerenza e coraggio.
“le madri reggono l’eterno, che regge il mondo e gli uomini!

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Antonella Viccaro
1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.

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