• Lun. Ott 18th, 2021

“Ho deciso di candidarmi perché non ho accettato il modo con cui il sindaco Ernesto Stellato è stato sfiduciato generando una crisi amministrativa”

Procede senza sosta la campagna elettorale della lista “RiparTiamo San Tammaro”. Il gruppo, guidato dal candidato sindaco Ernesto Stellato, vede tra le sue fila Marcello Savastano, uomo dotato di grande carisma ed esperienza. Tammarese doc, è felicemente sposato ed è padre di due meravigliosi figli, entrambi professionisti nella loro attività. Attualmente lavora come impiegato presso una struttura sanitaria privata: a ciò affianca un’attenzione sempre rivolta al sociale, da libero cittadino, e di questo ne va molto fiero. Enorme il suo entusiasmo, con l’unico obiettivo di contribuire allo sviluppo di San Tammaro: “Penso di poter dare un valido contributo nell’impegno sociale. Le iniziative descritte nel programma elettorale non sono un elenco di desideri in un “libro dei sogni” come qualcuno malignamente potrebbe dire, bensì sono i pensieri che molti giovani hanno espresso e che vorrebbero vedere realizzati per continuare a vivere in una cittadina moderna. La mia “desiderata” è quella di far entrare San Tammaro (Reggia di Carditello) in un circuito turistico con le città di Caserta (Palazzo Reale) e Santa Maria C.V. (Anfiteatro). Un flusso turistico molto importante per la nostra economia: sarebbe un vantaggio enorme per tutta la comunità tammarese. Bisogna attenzionare i bisogni dei ragazzi e degli adolescenti, creando per loro occasioni di incontri che saranno inevitabilmente motivo di socializzazione dei genitori e quindi di tutta la comunità”.Per la prima volta in politica, Marcello Savastano spiega cosa lo ha indotto ad accettare la candidatura: “Ho deciso di candidarmi perché, principalmente, non ho accettato il modo con cui il sindaco Ernesto Stellato è stato sfiduciato generando una crisi amministrativa. In tutte le Amministrazioni, di società pubbliche e private, possono esserci differenti vedute tra i componenti del consiglio e questo è segno di democrazia e libertà. Esiste il luogo ed il modo per esprimerle: durante le riunioni del consiglio tutti i componenti possono pronunciare la propria dissidenza opportunamente motivata. In quella sede i consiglieri possono sfiduciare il presidente, altre sedi sono solo dei sotterfugi legali, legali sì ma sempre sotterfugi sono”. Infine il candidato alla carica di consigliere conclude: “Al momento la maggioranza dei cittadini non ha capito i motivi della crisi perché ancora non è stata spiegata dagli attori protagonisti. Siamo diventati la barzelletta della Provincia di Caserta grazie al comportamento sconsiderato di qualcuno. Una amministrazione seria ha bisogno di persone oneste e competenti. È il momento di far ripartire San Tammaro dopo questa sosta e continuare il percorso interrotto, con decisione e senza intralci”.

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