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Marcianise. Camorra, omicidi di Alessandro Menditti e Ferdinando Latino: sei condanne

DiThomas Scalera

Nov 4, 2015

tribunale

MARCIANISE. All’inizio del 2000 Alessandro Menditti e Ferdinando Latino vennero uccisi dal clan Belforte perché ritenuti personaggi scomodi. Oggi a distanza di quindici anni circa si é concluso il primo grado di giudizio, in abbreviato, per Domenico Belforte, Vittorio Musone, Pasquale Cirillo, Luigi Trombetta, Francesco Zarrillo, Gaetano Piccolo, Michelangelo Amato e Camillo Bellopede. Si tratta di due agguati di camorra avvenuti a distanza di un anno l’uno dall’altro (Latino venne ammazzato nel 2000, Menditti nel 2001) che sono stati, però, al centro di un’unica inchiesta e che sono confluiti dunque in un solo processo. Il gip del tribunale di Napoli Paola Russo ha assolto Belforte, Musone e Cirillo. Comminato l’ergastolo, invece, a Bellopede, Sparaco (che rispondono di entrambi i delitti) e Piccolo. Venti anni sono stati inflitti a Trombetta, 24 anni a Zarrillo e 27 anni ad Amato. Nel collegio difensivo gli avvocati Franco Liguori, Luca Viggiano, Massimo Trigari, Federico Simoncelli e Angelo Raucci. Fondamentale per l’inchiesta della Dda di Napoli é stato il pentimento di Bruno Buttone. Il collaboratore di giustizia, infatti, ha ammesso di essere stato l’esecutore materiale del delitto Menditti, portando gli inquirenti a fare luce su due fatti di cronaca che, forse, sarebbero rimasti senza colpevoli. Nonostante Menditti, di Recale, fosse stato ucciso in un bar del paese, infatti, il suo delitto é rimasto per circa dieci anni avvolto nel mistero.

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Thomas Scalera

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