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Marcianise. “Oromare”, la casa del corallo finisce nell’occhio del ciclone: sequestrati gioielli falsi

DiThomas Scalera

Dic 19, 2016

MARCIANISE. “Oromare”, la casa del corallo finisce nell’occhio del ciclone. Sequestrati numerosi gioielli falsi, ma soprattutto sequestrati dai militari della Guardia di Finanza numerosi pezzi di importanti aziende orafe. La complessa operazione dei militari della Guardia di Finanza è partita Venerdì 16 Dicembre, ma da stamattina vi è la completa diffusione del malcontento di tutti gli operatori commerciali del settore, che da sempre frequentano quotidianamente la città del corallo. Tutti si chiedono come è possibile la creazione di un laboratorio illegale dove venivano prodotti gioielli falsi all’interno della grande città del corallo “Oromare” a Marcianise. Tutti i gioiellieri, chiedono alle aziende che sono all’interno della cittadella perché nessuno non ha mai denunciato la situazione che riguardava il mistero torbido delle fatture perfette dei prodotti lavorati da sei giovani orafi, fra i 20 e i 30 anni, pagati a meno di mille euro al mese. Oggi grazie ai militari dalla guardia di finanza di Marcianise si è riusciti ad individuare il laboratorio-officina del falso dove intarsiavano e decoravano senza che nessuno parlasse le collane ed i bracciali in oro. Tutto il lavoro veniva fatto da questi sei orafi provetti. Una vera mega truffa dell’oro. Una vergogna che nessuno operatore pulito del settore orafo vuole spiegare. C’è tanta delusione, ma soprattutto tanta rabbia da chi oggi si sente truffato da questi sei orafi provetti. I gioielli lavorati venivano creati per prodotti con marchi Pandora, Bulgari, Tiffany, Chantecler e Chanel. Un modo per tagliare i costi e guadagnare senza nessun problema, ma soprattutto senza controllo sulla rivendita. Il perito della Pandora, giunto da Roma a Marcianise, ha spiegato nella sua relazione tecnica agli inquirenti che solo la bravura di un tecnico esperto in oreficeria si sarebbe accorto della completa «clonazione». Non si esclude che le aziende «truffate> possano costituirsi in giudizio a conclusione dell’indagine investigativa. I preziosi lavorati dagli orafi erano talmente ben prodotti che non avrebbero mai destato alcun sospetto per i gioiellieri acquirenti, diventando così merce appetibile sul mercato. E invece, la guardia di finanza ha scavato arrivando alla base di tutta la problematica, ispezionando il laboratorio, sequestrando la sede aziendale con tutta la merce contraffatta. Un vero scandalo per i vertici aziendali di “Oromare”, ora sarà difficile riprendersi per gli operatori del centro, ma soprattutto sarà difficile portare la legalità all’interno di un settore che rappresenta la storia dell’artigianato orafo in Campania.

Giacinto Di Patre

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