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Marsiglia, crollo di un palazzo Sangue,dolore e sabbia

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Marsiglia, crolla un palazzo. Morti e paura. Tra le vittime,un'Italiana.

"Tant qu’on n’a pas de nouvelles, on est obligé d’espérer…" Sa mère a disparu dans l’effondrement des deux immeubles à Marseille

"Tant qu’on n’a pas de nouvelles, on est obligé d’espérer…" Sa mère a disparu dans l’effondrement des deux immeubles à Marseille

Gepostet von BFMTV am Mittwoch, 7. November 2018

rue D’Aubagne

Una web, una mattinata di pioggia ed una tazza di caffè fumante. È così che inizia la nostra intervista tramite web. In Italia c’è il sole mentre a Marsiglia tanta pioggia, troppa. 

L. è italiana di origine, sposata con un bambino di tre anni ed un altro in arrivo, ha deciso di lasciarci un’esclusiva, un’intervista su ciò che è accaduto il 5 Novembre scorso.

L. vive in quella strada, rue D’Aubagne, in cui quel Lunedì mattina alle ore 9:00 un palazzo è crollato, il numero 65. L. fortunatamente era lontana ma ha visto tutto, “Avevo portato il bambino a scuola ed al ritorno ho visto una scena raccapricciante”, inizia così la sua storia.

“La sera prima c’è stata una festa di compleanno e molte persone erano ospiti per la notte. Dopo un’ora c’è stato il crollo del 63,un altro palazzo. Chi di dovere ha sostenuto che la causa sia stata il maltempo e le forti piogge che hanno accompagnato la città per circa due settimane. A mezzanotte i morti erano sette di cui due non identificati con grande dolore di tutta la comunità che si è mobilitata per portare viveri e soccorsi alle persone coinvolte. Tra le vittime una giovane italiana a Marsiglia in cerca di un futuro migliore, Simona Carpignano, il cui corpo è stato trovato mercoledì. Inquantificabile il  dolore della famiglia che ha fatto un piccolo funerale nella città francese per poi portare la salma a casa, a Taranto. La nostra amica L. è stata molto vicina alla famiglia ed in quanto italiana, ha aiutato i genitori della vittima a svolgere la burocrazia necessaria facendo da interprete.

Gli sfollati sono stati accolti negli alberghi e centri adibiti per l’emergenza, hanno a disposizione psicologi e assistenza 24 ore al giorno. Tra le testimonianze, un bambino di 8 anni che ha perso la casa, i suoi giochi preferiti e la sua stabilità emotiva.  Ha paura anche ad andare a scuola perché crede che al ritorno non trovi più nemmeno la sua famiglia.

L. ,inoltre, mi racconta di quanto sia bella Marsiglia e di quanto funzionino i servizi : Treni,autobus,metropolitane. Ciò permette alla città di essere un ottimo polo turistico. Vive con la sua famiglia nel centro storico, in quei palazzi che ci ricordano i film degli anni 60 dove una giovane Audrey nel suo famoso tubino nero fece innamorare un affascinante George Peppard. Palazzi belli ma senza manutenzione da anni.

Il 5 Novembre è crollata quell’idea di perfezione: Sul posto sono accorsi vigili del fuoco,l’ingegnere e tecnici del comune e un’agenzia che gestisce i rapporti con i proprietari degli appartamenti. (A Marsiglia ci sono dei tramiti che aiutano i proprietari a conoscere la burocrazia e le leggi che tutelano i loro diritti e doveri).

L . è una donna che non si è persa d’animo, ha dato subito il suo aiuto a chi ha subito questo dolore ed essendo intraprendente ha subito chiesto agli organi presenti :”Perché questi palazzi sono stati lasciati a loro stessi?”, come risposta ha ricevuto :”Signora, ma sono tutti agibili anche se provvederemo a fare dei controlli”. Certo, dopo la disgrazia, come sempre.

Per ora sono stati evacuati i palazzi dal 55 fino all’81, i cittadini però sconfortati, hanno preteso risposte dal primo cittadino, il signor Gaudin chiedendone anche le dimissioni ma lui, professandosi capitano di una nave, metaforicamente parlando, sostiene che non può dimettersi. Beh, mio caro Sindaco, il capitano di una nave fa in modo che nessun passeggero rischi la vita per una negligenza così grave, ovviamente se poi il suo interesse è simile a quello  della pubblicità dei bastoncini di pesce allora è un altro discorso.

Grande solidarietà da parte dei Marsigliesi che hanno dimostrato di essere un popolo unito: Chi ha portato pizza, caffè coperte e medicinali, chi ha offerto la propria casa, chi la propria compagnia. Anche le scuole si sono mobilitate per aiutare gli sfollati e soprattutto i bambini.

L. però mi fa notare un punto molto saliente di questa indagine : Al momento del crollo si è creata una nuvola di fumo sabbioso rosso e visto che suo marito lavora nell’edilizia e conosce alcune dinamiche di costruzioni,la prima cosa a cui ha pensato è che questi palazzi oltre ad essere abbastanza antichi sono stati costruiti con materiali abbastanza scadenti e tanta sabbia, inoltre aggiunge :”Forse perché sono i quartieri appartenenti agli stranieri?”

Un altro tasto dolente, L. vive da alcuni anni a Marsiglia e mi racconta che c’è un piccolo muro invisibile che divide la zona bella ed elegante di Marsiglia dove vivono francesi e persone di una certa rilevanza sociale, nonché zona turistica, dalla zona storica dove è multietnica, mal gestita con problemi sanitari come topi e sporcizia ma tanto calore umano.

L . mi fa una confessione :” Una volta eravamo in una nota zona di Marsiglia, era inverno ed abbiamo bucato la ruota. Nonostante il flusso di cittadini presenti in giro per la città non abbiamo ricevuto assistenza o aiuto dato che avevamo un bambino piccolo e faceva freddo. Con grande fatica siamo arrivati nel nostro quartiere e in meno di poco tempo tutti si sono avvicinati per aiutare mio marito a cambiare la ruota, un supermercato ancora aperto ci ha rifocillati con un tè caldo. Mi sono sentita a casa, ogni volta che incontro i miei vicini, i cittadini di questo quartiere, sento il loro calore umano mi sento come a casa, la mia amata Napoli”.

Questa frase finale è stata detta con un po’ di malinconia, perché so quanto le manchi la propria Terra, una Terra che però non ha dato un futuro né a lei e nè a suo marito e che,come tanti giovani, sono andati all’estero.

Dopo questo attimo di emozioni mi racconta del corteo che hanno organizzato Sabato scorso, il 10 Novembre in onore delle vittime dell’accaduto, e soprattutto, è una marcia contro la negligenza e la messa in sicurezza delle abitazioni. Il caso vuole che durante questa marcia un balcone di una vecchia casa cede e crollando, creando attimi di spavento per le strade.

Credo sia arrivato il momento di intervenire seriamente per evitare che altro sangue e dolore venga versato.

La redazione di V-news si stringe al dolore delle famiglie coinvolte di questo tragico episodio e ringraziamo la nostra amica che vuole rimanere anonima, per averci rilasciato la sua testimonianza rifiutando altre testate giornalistiche ben più note. I nostri migliori auguri per il suo futuro e per la prossima nascita.

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