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“Me ne frego”. Quando fatti accaduti 70 anni fa contano di più della condotta morale

DiThomas Scalera

Set 16, 2016

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ROMA, sede SKY – E’ di queste ultime ore al notizia secondo la quale Palo Di Canio, talentuoso ex calciatore di Juventus, Lazio e West Ham United, è stato licenziato dall’azienda di Murdock perché ha mostrato in diretta TV un tatuaggio sul braccio che recava la scritta “DUX”.

La cosa, in se, non è un problema, in Italia, purtroppo, migliaia di lavoratori ogni giorno perdono il lavoro. Sky, dal suo punto di vista, avendo probabilmente paura della reazione dei suo abbonati ha deciso di metterlo alla porta, e questo ha iniziato la furia dei “Social”. Ci sono stati post divertenti in parte, altri piuttosto irriverenti, altri ancora, decisamente, di cattivo gusto.

Ho avuto diverse discussioni e mi sono anche trovato coinvolto in un “Flame” dove si scontravano “Fascisti” e “Comunisti” alla vecchia maniera, manganelli contro molotov virtuali, in un corpo a corpo che sembrava averci riportato agli anni 70.

La cosa che mi sono chiesto a freddo è stata: “e’ lecito impedire ad una persona di manifestare le proprie idee sulla base di cose successe 70 anni fa?”. Una domanda di non facile risposta perché genera altrettanti interrogativi. Dal mio punto di vista, il reato di apologia è una forzatura costituzionale perché il documento alla base del nostro ordinamento giuridico è stato scritto in un periodo particolare per questo Paese, un periodo in cui si era nel dopoguerra, anzi “dopoguerre” (la seconda guerra mondiale e la successiva guerra civile), dove si doveva ricostruire e dove le difficoltà oggettive avrebbero potuto dare spazio a tante “nostalgie”. E fin qui ci siamo. Quello che ho visto sui social però è assurdo, assurdo perché pensavo fosse assodato che la “libertà di pensiero” fosse una pietra miliare della nostra società 2.0, un punto di arrivo/partenza nei diritti civili di un popolo.

[quote]Quello che ho visto sui social però è assurdo, assurdo perché pensavo fosse assodato che la “libertà di pensiero” fosse una pietra miliare della nostra società 2.0, un punto di arrivo/partenza nei diritti civili di un popolo.[/quote]

Invece mi ritrovo persone che ne aggrediscono altre, dicendogli che non hanno diritto di parola, che se potessero gli “impedirebbero fisicamente di parlare e di esprimere le proprie idee”. In che mondo siamo andati a finire? Quelli che odiano il Fascismo che utilizzano metodologie “fasciste” per impedire fisicamente ad altri di esprimere i propri giudizi, era questo che veramente volevano i “padri della Patria” quando hanno scritto la carta costituzionale?

Ieri sera, davanti ad una birra, ho chiacchierato in maniera molto informale con molti amici e alcuni che rispetto e stimo molto mi hanno detto “il Fascismo è un’ideologia che ha fatto migliaia di morti, non se ne dovrebbe parlare, dovrebbe essere impedito fisicamente di farlo”.

Io ho sgranato gli occhi, non ci potevo credere. Dopo 70 anni, migliaia di morti, sofferenze, famiglie segnate dall’oppressione, dalla violenza, c’è qualcuno che ancora pensa di combatterla con gli stessi metodi. Assurdo.

Io penso, invece, che per queste cose non ci sia nessun diritto all’oblio ma che ci sia il diritto al ricordo, ricordo consapevole e non sbiadito o mitigato dal tempo, ricordo che serva da monito, come una lapide marmorea con migliaia di morti incisi, come un gigantesco monolite che faccia vedere a TUTTI quello a cui hanno portato violenza, prevaricazione e sete di potere, senza guardare da quale parti arrivino perché, a questo punto, rosso e nero si sono scambiati negli anni e, crescendo, hanno raggiunto una maturità politica e capito che stare DALLA STESSA PARTE era meglio.

Quindi niente Viva il Duce, solo difendere la possibilità che ci siano UOMINI LIBERI DI DIRLO senza essere aggrediti.

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Documento senza titolo

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Thomas Scalera

Il Guru