• Dom. Ott 17th, 2021

Menù pasquale cruelty free: La Lav propone il ‘Let it beee’

“La morte degli animali è in contrasto con la resurrezione che la Pasqua rappresenta. E’ tempo di cambiare”

La Lav ha fatto centro. Con questa iniziativa l’associazione, che da anni porta avanti battaglie per la tutela degli animali, anche quest’anno non si è smentita.

Il progetto ‘Let it beee” sta riscuotendo un grande successo poiché sta dimostrando che una vecchia tradizione può essere sostituita con una scelta sana ed ambientalistica in cui non ci sia la morte di tanti agnelli.

Quindi,l’alternativa proposta è un menù vegano che possa rappresentare al meglio il pensiero di questa Pasqua ed il significato religioso che essa rappresenta, ossia la Rinascita.

Proprio per questo, lo chef Simone Salvini, autore di queste ricette, con la sua scuola  di alta cucina ‘Funny Veg Accademy’, sta dimostrando che si può celebrare una festività con piatti gustosi ma anche ricchi di sensibilità.

“La cucina vegana ormai è alla portata di tutti, basti guardare gli scaffali nei supermercati e molti libri e blog sono a disposizione per imparare nuove ricette gustose”.

Alcuni dei piatti proposti sono L’Hummus di piselli e cialde croccanti, tortini di asparagi e tiramisù alle noci di Macadamia; tutti elegantemente preparati e fotografati in modo da invogliare a sperimentare piatti nuovi ben distanti da quelle comuni ma di semplice esecuzione.

Negli ultimi 15 anni molte battaglie sono state portate avanti con ottimi risultati ma ancora non si è raggiunto l’obiettivo sperato. Inoltre, è stato provato che un cambio dell’alimentazione non può far altro che migliorare lo stile di vita rendendola più salutare.

Così, per avere maggiore chiarezza abbiamo deciso di chiedere al Presidente della Lav, il Signor Gianluca Felicetti, di darci delle delucidazioni sull’argomento che gentilmente ci ha concesso:

Gianluca Felicetti – Presidente della Lav, Associazione Lega anti vivisezione

1)    Anche quest’anno il progetto “Let it beee “ è stato proposto dalla Lav, associazione di cui lei è Presidente. Come è nato questo progetto?
Chiediamo di ripensare alla propria alimentazione perché si può fare del bene agli animali e così alla propria salute e all’ambiente. Il nostro sito www.cambiamenu.it ha un titolo che è un programma. E fra questi cambiamenti c’è anche quello dei simboli del cibo tradizionale, come per gli agnelli a Pasqua. Le iniziative di ‘Let it bee’ chiedono di lasciarli, appunto, belare, liberi di vivere. E’ peraltro incredibile che una festa di Resurrezione sia celebrata con la morte di un altro essere vivente. Quindi, anche quest’anno le nostre sedi locali hanno organizzato flash mob per proporre nelle piazze di tante città un’occasione di cambiamento.


2)    Negli ultimi anni l’uso di carne di agnello è stato fortemente dimezzato quindi,cosa pensa sia ancora necessario fare per raggiungere l’obiettivo del progetto ?

Inoltre, cosa pensa che le Istituzioni debbano fare per aiutare la causa?


In queste settimane di grandi iniziative a livello mondiale contro i cambiamenti climatici è bene sapere che gli allevamenti causano più emissioni di Francia, Gran Bretagna e Australia messe assieme. Non è questo un buon motivo per rivedere produzioni animali e relativi consumi?

I segnali positivi sul consumo di agnelli, animale-simbolo anche perché si tratta di cuccioli, sono contraddetti però da un’ ostinazione della politica a voler finanziare questo sistema di produzione, che senza questi sarebbe già in parte esaurito.

Faccio solo un esempio per tutti: Continuano a penalizzare con l’IVA massima le bevande vegetali mentre il latte animale gode del 18% in meno di IVA. Per questo chiediamo che dalle parole si passi ai fatti con un’ inversione a 360 gradi.


3)    Piccolo spoiler: Ci sono progetti futuri che la Lav vorrebbe condividere con i lettori di v –news?

Spero entro quest’anno due appuntamenti per nuove Leggi che ci vedranno protagonisti anche nell’attuazione.

Una normativa alla quale manca il Decreto attuativo del Governo, lo stop all’uso degli animali nei circhi, battaglia che conduciamo praticamente dalla nascita della LAV oltre 40 anni fa.

La seconda è la riforma del Codice penale con pene più efficaci per chi maltratta e uccide animali. Contro reati di allarme sociale il Parlamento dovrebbe essere unito e le firme che stiamo raccogliendo, proprio in queste settimane, speriamo riescano a tramutarsi presto in fatti che potranno aiutare a prevenire meglio e a reprimere reati importanti come questi considerati ormai giustamente di allarme sociale. Si può firmare anche online su www.lav.it/petizioni .

Ad appoggiare questo progetto tante le associazioni animaliste che da anni portano avanti campagne per la salvaguardia degli animali, lottano contro l’abbandono,contro il maltrattamento ed sono a favore della cucina Cruelty free.

In seguito, molte aziende di cosmesi hanno deciso di aderire a questo stile di vita scegliendo di utilizzare prodotti certificati che non contengano nessun tipo di ingrediente di origine animale e che, soprattutto, che non siano stati testati su di essi.

Il mondo sta cambiando. Stiamo imparando che è nostro dovere prenderci cura del nostro ecosistema e del nostro pianeta e possiamo farlo prendendo spunto dai grandi che hanno iniziato queste battaglie prima di noi . Un esempio attuale è “Greta Thunberg”, una ragazzina coraggiosa che spera e lotta per la salvaguardia del pianeta iniziando proprio da un’alimentazione vegana.

Infine, per approfondire l’argomento abbiamo chiesto al ben famoso chef Simone Salvini cosa significa fare questa scelta alimentare ed ambientale dimostrando che non si tratta solo di una semplice moda.

Simone Salvini -chef vegano e proprietario della scuola ‘Fanny Veg Accademy’
  1. Cosa l’ha spinto, in quanto cultore della cucina, a specializzarsi in un determinato settore di essa?

A vent’anni mi sono ritrovato a leggere libri di grandi filosofi del passato e a condividere le loro motivazioni che li hanno spinti verso un’ alimentazione vegetariana. Lavorando nelle cucine, è venuto poi normale scegliere di specializzarmi in questo settore che corrisponde al mio stile alimentare.

  • Qual è il piatto che reputa essere il suo più grande successo?

Preferisco che siano gli altri a giudicarlo

  • Nei ristoranti in cui ha lavorato crede di aver lasciato un’impronta del suo tocco culinario? Inoltre, crede che ci sia un suo erede tra il suo staff che ha sposato la sua causa Cruelty free?

Mi dedico alla mia scuola di cucina 100% vegetale (FunnyVeg Academy),  tutti i docenti che insegnano condividono questa scelta. Ma gli studenti sono vari e mi piace condividere la buona cucina con chi non ha fatto questo passo. Il modo migliore per far capire che esiste un’alternativa è offrirla e non imporla.

  • Da cosa nasce questo progetto <<salva-agnelli>> in cui lei sta lanciando un messaggio chiaro e forte: Ce ne saranno di progetti futuri volti a sensibilizzare i lettori sull’argomento?

Il progetto nasce dalla LAV, una realtà che conosco e con cui collaboro da anni. Sono stato felice di poter dare il mio contributo per questa causa che appoggio e sostengo. Gli agnelli sono dei cuccioli bellissimi e preferisco vederli giocare liberi nei prati.

  • Per il pubblico che ci sta leggendo ed anche per la sottoscritta: Una ricetta da poter provare proprio in vista di questa festività?

Le ricette sono consultabili sul sito della Lav e sono a disposizioni di ogni lettore.

http://cambiamenu.it/menu/pasqua-2019-let-it-beee

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Marianna D’Antonio

Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell