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Mignano. Concluso il Campo dei Briganti a Caspoli: il territorio riparte dalla proprie radici

DiThomas Scalera

Ago 29, 2016

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Il Campo dei Briganti allestito dal Museo Historicus a Caspoli

MIGNANO MONTELUNGO. Si è conclusa nella serata di domenica il Campo dei Briganti a Caspoli di Mignano Montelungo. La rassegna sul brigantaggio è stata organizzata dai volontari del Museo Historicus. Il luogo della manifestazione non è casuale. Caspoli infatti è il paese natio di Michelina Di Cesare, conosciuta come una delle più grandi brigantesse ai tempi della guerriglia che si scatenò nel Sud Italia contro l’invasione dell’esercito piemontese di Vittorio Emanuele II. Michelina è divenuta celebre, oltre che per le sue gesta, anche per le foto che le furono scattate da un fotografo durante la sua latitanza sui monti. Una guerrigliera che per molti è simbolo di libertà e a cui sono state dedicate delle canzoni da Eugenio Bennato e dai Musicisti Basso Lazio.

Al Campo dei Briganti hanno partecipato diverse sigle note nel mondo identitario come l’Associazione Identitaria Alta Terra di Lavoro. Tra gli ospiti anche Maria Scerrato che ha presentato una sua opera sulle brigantesse. Durante la serata è stato proiettato un documentario sui briganti a cui ha partecipato Benedetto Vecchio , leader storico dei Musicisti Basso Lazio, anche lui presente alla manifestazione.

Hanno fatto da cornice i prodotti tipici del territorio, dei piccoli stand di artigianato e i volontari del Museo, vestiti con abiti storici, hanno organizzato delle visite guidate al Museo.

L'artigianato al Campo dei Briganti a Caspoli
L’artigianato al Campo dei Briganti a Caspoli

Una manifestazione controcorrente quella di Caspoli, in un Alto Casertano che troppo spesso affoga nella retorica risorgimentalista filosavoia. Durante le date simbolo del risorgimento italiano, come quella del 26 ottobre che coinvolge i centri di Vairano e Teano, ci si lascia andare a parate scenografiche abbandonando una riflessione storica-politica-culturale critica sui fatti del cosiddetto Risorgimento. Dieci anni di guerra, tanti crimini, campi di prigionia, arresti di massa che sono tralasciati dai libri di storia. Ma in tutta Italia e in tutto il Sud vi è una scena politica e culturale, boicottata dai media nazionali, che ha preso a cuore questa vicenda connessa con la mai risolta Questione Meridionale. Terra di Lavoro può essere al centro di questa dibattito e il Campo dei Briganti di Caspoli è stato un buon punto di partenza.

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Lo stand dei dolci a Caspoli

Museo Historicus

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Thomas Scalera

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