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Mondragone. Approvazione del ‘rendiconto’, minoranza assente. E’ polemica

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Venerdì sera 26 maggio è stato approvato il rendiconto 2016 del Comune di Mondragone in una Aula consiliare che ha visto l’assenza della minoranza. Un fatto di una gravità assoluta, in quanto l’ultima seduta della consiliatura avrebbe dovuto vedere presenti tutti i Consiglieri comunali, specialmente quelli di opposizione, per dare conto alla Città del loro operato. Non solo il rendiconto in quanto documento di bilancio è un atto fondamentale in cui sono racchiusi i risultati amministrativi di un anno di gestione, ma l’ultima seduta consiliare meritava da parte di tutti i Consiglieri di minoranza un maggior rispetto, anche simbolicamente. Dopo ben cinque  anni l’opposizione non ha saputo acquisire quello status istituzionale che si richiede ad un amministratore comunale. La minoranza consiliare è rimasta sempre e solo nella fase di una campagna elettorale infinita, priva della volontà di dare un qualsiasi utile contributo alla Città. L’assenza all’ultimo consiglio è la dimostrazione tangibile di come sia mancato un minimo di sincerità nelle tante parole spese contro la maggioranza. Altro che il bene della Città. I Consiglieri Michele Conte, Giuseppe Piazza, Fabio Gallo, Luigi Mascolo e Luigi Beatrice  sono stati animati solo e soltanto da una volontà di conflitto permanente, come se non fossero mai passati da candidati ad Amministratori. Una trasformazione fondamentale che fa diventare il Consigliere non un uomo di parte, ma un rappresentante dell’intera Città, ma appunto anche di quella parte che non lo ha votato. Come pensare che questa opposizione possa diventare maggioranza se manca di ogni senso civico delle Istituzioni? Come pensare che senza quel rispetto dovuto all’organo rappresentativo della democrazia cittadina si possa governare? Il rispetto delle Istituzioni è dovuto sempre e comounue, fino all’ultimo.
L’assenza è stata tanto più grave anche in relazione al fatto che per la prima volta il Comune di Mondragone ha compreso quale sia il suo Patrimonio. L’azione di ricognizione è stata avviata fin dal 2012, attraverso l’incessante azione dell’allora assessore Francesco Nazzaro. Una operazione complessa e difficile che dopo ben cinque anni è arrivata in porto. Oggi Il Comune di Mondragone conosce puntualmente il proprio patrimonio, tanto per la parte demaniale che patrimoniale. Non solo, si è proceduto ad una ricognizione di tutto il patrimonio mobiliare ovvero gli arredi degli uffici e delle scuole. Queste sono operazioni non appariscenti ma che mettono ordine nella dimensione amministrativa di una Città. Quale famiglia sarebbe una famiglia sana se non avesse comprensione di quale sia il suo patrimonio? Fino ad oggi il Comune non aveva conoscenza, appunto, di quale fosse il suo patrimonio. Tutto sarà pubblicato nella sezione Amministrazione Trasparente del sito internet dell’Ente, proprio per dare conto di quanto fatto. Questo significa amministrare, con capacità e competenza. Altrimenti ci troviamo di fronte ad impreparazione e superficialità che Mondragone e i mondragonesi non possono meritare.
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