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Mondragone. Caccia illegale tra orti e case

Il CABS: “Nuovo allarmante segnale, situazione degenerata”

MONDRAGONE. Il ritrovamento di mezzi di caccia illegale in una zona di orti alle porte di Mondragone, rappresenta l’ennesimo grave segnale di quanto il bracconaggio sia degenerato. Lo ha affermato il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio, dopo che i Carabinieri Forestali hanno reso nota la notizia del ritrovamento di ben tre richiami elettroacustici, quattro diffusori e rispettive batterie di alimentazione. ” Si tratta – ha affermato il CABS – di noti mezzi di caccia illegale ma la cosa incredibile è che sono stati trovati nei pressi della torre IDAC. Basta avere un minimo di conoscenza della zona per accorgersi di quanto la l’area sia antropizzata. Un luogo – ha affermato il CABS – non distante dalla periferia di Mondragone, a lato di una strada statale ed immerso tra orti e campi coltivati”.

Per il CABS l’uso di tali richiami costituisce uno dei peggiori inganni per la fauna selvatica. Azionati in genere di notte, diffondono i versi di talune specie avifaunistiche, attirando i volatili che alle prime ore dell’alba saranno centrati dai fucili dei bracconieri. ” Eppure – denuncia il CABS – tali marchingegni, il cui uso venatorio è vietato dalla legge, possono essere commerciati e, stante agli stessi comunicati delle forze dell’ordine, sono utilizzati con frequenza preoccupante nell’attività di caccia illegale”.

Nel caso ora occorso nei pressi di Mondragone, si trattava di richiami per la quaglia, ma in commercio, purtroppo, vi sono diverse specializzazioni, tutte mirate contro la avifauna selvatica. “V ale la pena sottolineare – ha aggiunto il CABS – come in questo periodo la movimentazione delle persone dovrebbe essere ancora molto limitata per la nota pandemia coronavirus. L’arroganza del bracconaggio, tipico non solo della provincia di Caserta ma un po’ di tutta Italia, non si ferma davanti a niente”.

Il CABS considera un pericoloso mancato deterrente al bracconaggio continuare a prevedere contro di esso solo reati di natura squisitamente contravvenziale. Al pari dei reati in danno di chi maltratta o uccide animali di cosiddetta affezione, occorrerebbero invece reati-delitti.

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