• Mer. Ott 20th, 2021

Mondragone. L’AMBC: “A proposito di buoni e di cattivi”

Comunicato Stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

MONDRAGONE. #cattivissiminoi. Si, siamo noi i cattivi. Secondo loro. Loro che non ti insegneranno mai a “pescare” perché ti dovranno far pesare per tutta la vita ciò che ti elemosineranno. Loro che saranno sempre a tua disposizione, ma soltanto per trasformare i tuoi diritti in loro favori. Loro che saranno per te sempre presenti, soprattutto per portarti al seggio elettorale. Loro che anche in questa dolorosa emergenza si daranno da fare per farti la beneficenza con i soldi di tutti. Si, siamo noi i cattivi che con civismo ci ostiniamo ancora a fare proposte, ma anche a fare segnalazioni di anomalie gestionali, illegittimità, opacità ed inadempienze, pur sapendo che sono destinate a cozzare contro il loro muro d’indifferenza, di mera burocrazia, di <non luogo a procedere> a prescindere. Si, siamo noi i cattivi che, pur pienamente consapevoli di tutto ciò e da molto tempo, continuiamo a mettere <nero su bianco> quello che si dovrebbe fare e quello che riteniamo illegittimo, anomalo o sbagliato, senza alcuna intenzione di iscriverci ad un nuovo Club dei Giacobini o perché –come sostengono loro– siamo cattivi, ma semplicemente perché riteniamo che illegittimità ed anomalie minino il buongoverno, alterino il tessuto democratico e sociale, screditino la politica e penalizzino la città. Si, siamo noi i cattivi, noi che però non abbiamo mai rincorso il giustizialismo o l’anonimato e neppure il carrierismo e che, per dirla con il compianto Mauro Rostagno, non abbiamo mai voluto trovare un posto in questa città, ma abbiamo sempre cercato di contribuire– nel nostro piccolo- a creare una città in cui valga la pena trovare un posto. Ma noi –da loro ritenuti cattivi– ben sappiamo che spesso si etichetta come cattivo qualcuno che si limita a fare soltanto ciò che deve. E, soprattutto, chi dice la verità, nient’altro che la verità, che- come è noto–  di solito fa molto male. Volete un esempio? E allora andiamo con un esempio, ma un esempio <campato per aria>, che non ha nulla di verosimile, che non può realmente accadere. Un sindaco, contravvenendo alla legge, effettua nomine in assenza degli indirizzi che il Consiglio comunale per legge è tenuto a formulare prima di qualsiasi nomina e, quindi, ad avvio di consiliatura. Indirizzi che quel Consiglio comunale in carica non ha mai deliberato. E tra queste nomine illegittime che quel sindaco fa –con il supporto giustificativo di apicali appena riconfermati e con la regia di qualche presenza abusiva -vi è anche quella di un consigliere comunale in carica che viene nominato, dopo qualche pasticcio amministrativo, presso un Consorzio intercomunale. Per esempio il Consorzio ASI https://www.asicaserta.it/it/organigramma#briciole (ma, ripetiamo, è un mero esempio di fantasia). Una nomina che è indennizzata, lautamente ma anche  illegittimamente, non perché lo dicano i cattivi, ma perché lo sostiene puntualmente, tra gli altri, la sezione regionale di controllo per la Basilicata della Corte dei conti (a meno che non sia cattiva anch’essa) che ha deliberato che un Consigliere comunale nell’esercizio delle sue funzioni debba espletare gratuitamente qualunque altro incarico di diversa natura: https://quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/pa24.php?idDoc=34613059&idDocType=3. Accade così che un Consigliere comunale viene a trovarsi in un palese conflitto di interesse agendo nella doppia veste di controllore e controllato, per esempio quando va ad approvare in consiglio comunale il bilancio di quel Consorzio, che come componente del direttivo del Consorzio stesso ha redatto. Non solo, ma poniamo il caso (questo veramente impossibile che possa realizzarsi) che lo stesso, oltre ad essere consigliere comunale (e forse anche delegato abusivamente dal sindaco a fare da <assessore>) e componente remunerato del direttivo di quel Consorzio, sia anche dipendente regionale della regione che controlla quel consorzio e sia anche distaccato presso una segreteria politica di un gruppo consiliare di quella regione in qualità di coordinatore. E che non abbia mai presentato al proprio datore di lavoro istanza di autorizzazione per l’incarico esterno nel Consorzio, come stabilisce il Dlgs 165/2001 e s.m.i. (soprattutto l’art. 53 comma 8). Almeno così traspare dal sito del suo datore di lavoro (per non parlare della dichiarazione che invece appare sul sito del comune, ove quel consigliere dichiara di non essere consigliere). I <cattivi veramente cattivi> avrebbero già denunciato tutto ciò. Ma quelli che <poi così cattivi non sono mai> si <sono limitati> invece a fare pubbliche contestazioni politiche (di metodo e nel merito) convinti- da incorreggibili ingenui– che i buoni possano ravvedersi, revocando (il sindaco) tutti gli incarichi, approvando (il consiglio) gli atti di indirizzo  e dimettendosi (il consigliere dal consorzio). E magari arrivando a donare gli ultimi 6 mesi di indennità percepita dal consorzio per l’emergenza in atto, sulla scia del buon esempio del presidente del consiglio comunale. In verità in questa storiella non ci sono buoni e cattivi, ma <loro che sono loro e noi che continuiamo a non essere un cazzo>. E <continuiamo a non essere un cazzo> soprattutto per colpa di chi non esercita la cittadinanza che ha e si lascia lisciare il pelo da loro che, essendo <buoni a nulla ma capaci di tutto>, continueranno a lucrare, a mestare nell’illegittimità, a mantenere voi come sudditi e a ricorrere a qualche <vecchio letterato di famiglia> che –privo di qualsiasi argomento– si ridurrà miseramente ad  additarci come cattivi. Noi che poi così cattivi non siamo mai. Restiamo chiusi in casa, ma apriamo il cervello.

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