• Ven. Ott 22nd, 2021

Mondragone. L’AMBC: “Ma da noi l’Estate quando arriva?”

MONDRAGONE. Da qualche anno a questa parte l’estate arriva sempre prima. Sarà per il clima, per la voglia d’estate e di caldo, saranno queste temperature in rialzo, ma appena finisce il mese di febbraio in tante località balneari d’Italia iniziano ad aprire i chioschi sulle spiagge che richiamano i turisti e la gente si tuffa nei primi aperitivi. In alcune città di mare poi, come Riccione, non si smette mai di vivere l’estate: per l’iniziativa “il mare d’inverno” qualche spiaggia è restata aperta anche con il gelo e, quindi, lettini, plaid, docce calde e vin brulé. Alcuni alberghi, invece, per il weekend dell’8 marzo si stanno preparando al tutto esaurito. Il turismo balneare, insomma, sta cambiando profondamente, ma Pacifico e i suoi tanti delegati continuano a non accorgersene e ad andare avanti crogiolandosi tra “frizzi, lazzi e cotillon” spacciati per tradizioni. Da noi è il caldo ad arrivare sempre prima, ma dell’ “Estate” da tempo si sono perse le tracce. Nel senso che non c’è alcuna offerta turistica degna di questo nome (al netto dello spontaneismo) e non c’è alcuna idea di governo del settore. Sul mercato si affacciano, per esempio, nuove forme di ricettività diverse da quelle tradizionali, come i proprietari di piccoli immobili che possono essere valorizzati a fini turistici. Ma Pacifico e i suoi tanti delegati restano fermi, immobili. L’AMBC a più riprese ha lanciato la proposta di considerare queste nuove realtà, alquanto numerose nella nostra città, che vanta migliaia di case sfitte costruite negli scorsi decenni per i bagnanti ed oggi in abbandono. Ma per considerarle occorre un progetto in grado di organizzarle, di fornire loro servizi e professionalità, di promuoverle e di assisterle sul mercato (si sta parlando in questi giorni anche di Codice Identificativo nazionale per le strutture ricettive). E, per questo, l’AMBC ha –con ripetuta insistenza– scritto della impellente necessità (anche per stare nella legalità) di implementare il Centro Servizi Turistici – CST, per il quale il comune a suo tempo ha ricevuto tanti soldi pubblici. Nell’arco di dieci anni, dal 2007 al 2017, la ricettività extralberghiera è molto aumentata dappertutto e, in particolare, è aumentato moltissimo il settore degli alloggi dati in affitto in forma imprenditoriale. In qualche comune si è dato vita addirittura ad un “Codice degli affitti”, con una procedura telematica per rendere noto al comune gli immobili destinati alle locazioni turistiche e affitti brevi, in modo da avere un quadro conoscitivo del fenomeno delle locazioni turistiche, utile ai fini statistici, ma anche per poter meglio calibrare le politiche sul territorio. Ma, ancora una volta, siamo costretti ad evidenziare che per poter far questo ed altro serve un progetto, un “luogo”, un “centro”, il CST appunto, approvato e finanziato dalla regione Campania con fondi comunitari, in grado di fornire professionalità, creatività, servizi, informazioni, dati, consulenze e votato a fare sistema con le imprese, con gli operatori del settore, i comunicatori e con gli utenti. Qualcuno di lorsignori è in grado di dirci perché ci si ostina ad utilizzare, in barba alla legge e agli accordi, quel palazzo comprato dagli eredi Tarcagnota per tutt’altro e si continua a non lavorare per fare di quel palazzo il Centro Servizi Turistici della Riviera Domiziana?

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

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