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Mondragone. L’AMBC: “Mondragone fuori dal “tesoretto nucleare”

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MONDRAGONE. Il Governo Lega/5Stelle alla fine dello scorso anno

ha stabilito la somma dei contributi previsti per il 2016 a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile.

I comuni e le province che ospitano le quattro centrali, Vercelli in Piemonte, Piacenza in Emilia Romagna, Latina nel Lazio e Caserta in Campania, oltre a quelli che custodiscono i depositi di scorie radioattive, percepiscono una sorta di indennizzo, che con la delibera del Cipe pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2018, è stata quantificata in 14,6 milioni. I fondi, come ogni anno, sono stati ripartiti sulla base di alcune componenti http://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2018/E180057.pdf.   Sessa Aurunca riceverà 747.706,95 €; la Provincia di Caserta 373.853,47 €; Castelforte 65.076,58 €;  Cellole 89.573,51 €; Galluccio 1.447,18 €; Minturno 130.942,25 €; Rocca d’Evandro 5.210,31 €; Roccamonfina 15,64 € e Santi Cosma e Damiano 81.587,99 €. Al netto di Sessa Aurunca e della provincia di Caserta, i contributi per molti comuni sono alquanto esigui (in qualche caso addirittura ridicoli). Mondragone da sempre è fuori da questo “tesoretto nucleare”. E il motivo è presto detto: il contributo viene ripartito, per ciascun territorio, in misura del 50 per cento in favore del comune nel cui territorio è ubicato il sito, in misura del 25 per cento in favore della relativa provincia e in misura del 25 per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel cui territorio è ubicato il sito e che il contributo spettante a questi ultimi sia calcolato in proporzione alla superficie e alla popolazione residente nel raggio di dieci chilometri dall’impianto. Quindi, pur confinando con Sessa Aurunca, Mondragone non riceve tali fondi molto probabilmente perché nei dieci Km dall’impianto non ha residenti certificati. Ciò dimostra che non di rado i criteri che il legislatore adotta per riconoscere alcuni diritti non sono privi di pacchiani limiti. Criteri (questi come tanti altri) che dovrebbero essere messi in discussione e limiti che dovrebbero essere  superati, ma da una classe politica locale all’altezza del compito. Classe politica locale che non si appalesa all’orizzonte. Della Centrale del Garigliano, dei suoi problemi e dei rischi per la popolazione e per l’ambiente, Mondragone se ne è occupata soltanto grazie a qualche attuale animatore dell’AMBC, che  a suo tempo poté contare sul grande entusiasmo e sulla competenza dell’infaticabile  Marcantonio Tibaldi http://comitatoantinuclearegarigliano.blogspot.com/2011/03/piazza-marcantonio-tibaldi.html.  Ma da allora la centrale è scomparsa dai radar dei mondragonesi. Ma ritorniamo al “tesoretto” e ai suoi criteri. Ci sono comuni e comunità che –come i signorotti di una volta– hanno da sempre “dettato legge”, spesso a scapito dei comuni e delle comunità limitrofe, accaparrandosi innanzitutto le sedi di uffici e servizi pubblici per l’intero comprensorio. E fanno tuttora fatica ad affrancarsi da qualche privilegio. La “storia dei confini” (e soprattutto dello sbocco verso mare) è forse il tratto più emblematico di questa antica attitudine. Confini che premiano qualcuno, a scapito di qualcun altro. E anche il “tesoretto nucleare”, oltre ad evidenti limiti nell’impostazione generale e nei criteri adottati, sconta in definitiva questa “vecchia storia di confini”. Il Ministero ha stabilito, come sempre, vincoli ben precisi per l’utilizzo di queste risorse “per la realizzazione di misure di compensazione in campo ambientale”. Nella delibera del Cipe n. 57 del 25 ottobre 2018 si legge, infatti, che: “sono destinate alla realizzazione di interventi mirati all’adozione di misure di compensazione in campo ambientale e in particolare in materia di: tutela delle risorse idriche; bonifica dei siti inquinati; gestione dei rifiuti; difesa e assetto del territorio; conservazione e valorizzazione delle aree naturali protette e tutela della biodiversità; difesa del mare e dell’ambiente costiero; prevenzione e protezione all’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico; interventi per lo sviluppo sostenibile”. L’Associazione Mondragone Bene Comune si domanda: c’è qualche cittadino dei comuni interessati dalle misure di compensazione che sa come sono stati spesi in questi anni questi soldi pubblici?

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

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