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Mondragone. L’AMBC: “Oggi vogliamo raccontarvi una storiella emblematica”

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

MONDRAGONE. Iniziamo segnalandovi che la Fondazione A.I.P. di Mondragone da oggi 16 Marzo è a disposizione per consegnare a casa delle persone impossibilitate a muoversi farmaci e beni di prima necessità. Questo è il numero da chiamare: 3894452975.

Marco Vitale ha raccontato in un articolo pubblicato su Una città, http://www.unacitta.it/it/home/, dal titolo <Ammaestramenti da Coronavirus>,  una storia che- a suo dire–  non è un’eccezione ma è piuttosto emblematica di cosa può succedere a una cittadina normale che è stata colpita dal Coronavirus ed è ora in autoisolamento a casa sua. Questa è la storia: <Il 17 febbraio ero andata dal mio medico di famiglia con quella che sembrava un’influenza. Non mi ha visitata, mi ha dato un certificato di malattia di una settimana. Tre giorni prima, venerdì 14 avevo la febbre, 38 e mezzo. Ma quel che mi ha insospettita, è stata la tosse. Secca, non passava. Il tampone mi è stato fatto a Treviglio e spedito a Pavia. Martedì è arrivato il responso: Covid-19. A Bergamo mi hanno tenuta un giorno e subito dimessa. Sto bene. Ora, mi auto-monitoro. Certo, a casa, non ci sono controlli. Potrei andare dove mi pare, nessuno verifica. Ma prima ho chiamato il 112 per un giorno intero, il 14 febbraio, senza ottenere risposta. Quando a fine mattina del 15 sono riuscita a parlarci, mi hanno detto che sarei stata ricontattata dal ministero, ma nessuno si è fatto vivo. Allora mi sono rivolta al Sacco dove ero stata ricoverata tanti anni fa per una polmonite virale, e loro mi hanno consigliato di andare al pronto soccorso a Treviglio. E qui è cominciato il mio calvario. Quando ho detto al medico di guardia che lavoravo in un’azienda in cui le persone viaggiano in Asia, Corea e Cina, per poco non mi prendeva a male parole. Mi ha detto che non mi sarei dovuta presentare, allora gli ho mostrato il telefono con tutti i tentativi che avevo fatto, al 112, al Sacco. A quel punto, lui e i suoi colleghi mi hanno chiusa in un ufficetto dismesso accanto all’accettazione con due scrivanie, un tavolo per garze, senza bagno, e mi hanno messa a dormire su una barella volante recuperata in qualche corridoio. Ho dovuto usare la padella e un lavandino dove lavarmi. È stato terribile. Sono rimasta in queste condizioni dal 22 febbraio dalle 19.30 alle 6.30 del 25 febbraio quando sono stata trasferita a Bergamo>. E Marco Vitale arriva a sostenere in quell’articolo che l’affermazione ricorrente <che il sistema sanitario italiano è il migliore del mondo con il corollario che essendo il sistema sanitario lombardo il migliore italiano è proprio quello lombardo il sistema sanitario migliore del mondo> sia soltanto una <“fake news” basata su passati incauti giudizi dell’Oms sorretti da alcune sue statistiche>. Nel nostro piccolo- come AMBC– possiamo solo dire che appare sempre più evidente come il nostro sistema sanitario in questi anni non sia stato adeguatamente finanziato, che il <pubblico> sia stato pesantemente penalizzato a scapito del <privato> (convenzionato o meno) e che la salute al Sud sia stata sistematicamente sottofinanziata. E ciò è successo senza alcuna levata di scudi da parte di quei governatori che a Napoli alzano la voce e fanno vedere i muscoli mentre a Roma – per spirito di partito–  quasi sempre si accucciano.

L’AMBC condivide ciò che scrive Marco Revelli: <Quando tutto questo sarà finito, dovremo ben ripensare l’intero nostro universo di sensoDalla fallacia miseranda dei suoi dogmi: il primato del fare sul pensare; del privato sul pubblico; dell’economico sul sociale anzi su tutto il resto; del consumare sul conservare; del prevalere sul condividere; la forza della competitività contro la cooperazione … Una “visione del mondo”, da rovesciare. E per farlo servirà anche a noi un cambiamento, radicale, di sguardo, linguaggio, categorie e progetto>. Anche qui, anche a Mondragone.

Terminiamo con una segnalazione per i più piccoli: una Guida galattica al coronavirus per bambini e bambine curiosi. A realizzarla, parafrasando il celebre romanzo di Douglas Adams, sono stati quattro musei italiani per i bambini: il Children’s Museum di Verona https://www.cmverona.it/, Explora il museo di bambini di Roma https://www.mdbr.it/, MuBa Museo dei bambini di Milano https://www.muba.it/ e La città dei bambini e dei ragazzi di Genova https://www.cittadeibambini.net/. Qui la Guida: https://www.muba.it/files/uploads/2020/03/10/guida-galattica-al-corona-virus-a-curious-guide-for-courageous-kids.pdf. #restiamoacasa.

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