Comunicati Stampa

Mondragone. Tante “cantarelle” sparse per la città. Mentre per la vera Cantarella inizia la bonifica

Comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

L’AMBC lancia un appello all’assessore Antonio Federico

MONDRAGONE. C’è un interessante piccolo reportage de Il Mattino-Caserta di mercoledì 24 luglio scorso a firma di Marilù Musto, dal titolo: “Tre milioni per la bonifica, ma Mondragone resta sporca”, che merita di essere in qualche modo ripreso.

Innanzitutto per sottolineare la qualità pregevole delle “penne” che scrivono di Mondragone rispetto a quelle che scrivono da Mondragone. Musto ci informa di tante cose: del cantiere che si sta apprestando per i lavori di bonifica della Cantarella, che andranno avanti almeno per 6 mesi (con pausa agostana) e che costeranno almeno 3 milioni di soldi pubblici; dell’unica società che ha partecipato alla gara per aggiudicarsi tali lavori; della tempistica- a suo dire perfetta– della procedura, che ha già portato al primo pagamento alla ditta del 20% dell’importo complessivo; dei rifiuti che nella Cantarella come accertato dal sopralluogo dell’inviata– non si vedono in superficie e delle affermazioni degli operai presenti sul sito, i quali hanno dichiarato che sarà necessario scavare fino a 8 o 9 metri per togliere quanto sversato: https://www.ilmattino.it/caserta/tre_milioni_bonifica_mondragone_citta_mare_sporca-4636357.html.  

Stiamo parlando della scelta scellerata fatta a suo tempo dal sindaco Ugo Alfredo Conte, dalla sua maggioranza di centrodestra e dai suoi tecnici, i quali –sostituendosi (ma perché?) alla gestione commissariale, al CE4 e all’ECO4- misero su in una zona di pregio una “bomba ecologica” per disinnescare la quale non basteranno forse 3 milioni di euro dei cittadini (ai quali vanno aggiunti i costi di un altro “capolavoro”: l’acquisto successivo dei terreni della Cantarella). C’è da temere, purtroppo, che anche questa volta di tale scempio nessuno dei responsabili sarà chiamato a pagare.

L’AMBC lancia un appello all’assessore Antonio Federico: adoperati affinché tutte le fasi di bonifica della Cantarella siano trasparenti e partecipate, nel senso di informare e far conoscere puntualmente cosa sarà trovato (che tipi di rifiuti) scavando per 8 o 9 metri, dove sarà portato e come sarà smaltito. Vorremmo, Egregio Assessore, una tua “diretta permanente” non per fare propaganda (come in altre dirette di altri), ma per comunicare tutte le fasi di questa delicata operazione. Anche per scongiurare che al danno (della “bomba ecologica”) si possa aggiungere la beffa (di buttare altri 3 milioni di euro di soldi pubblici nell’immondizia).

Ma nell’articolo Marilù Musto ci informa anche di altro: di una città molto sporca, di rifiuti d’ogni tipo ammassati da tempo, soprattutto in qualche quartiere periferico, di un’altra società discrezionalmente coinvolta per cercare di rimuovere i tanti cumuli di monnezza e –udite udite–  di ingenti debiti, che non mancano mai, che spuntano come funghi ad ogni dove e che uniti agli altri debiti del settore rendono permanente l’emergenza rifiuti in città. Scrive Marilù Musto: “circa sei milioni di debiti (che come una tagliola minacciano i blocchi di conferimento) con la Gisec per gestire l’ordinario… E infatti, proprio due giorni fa la Gisec – la società che ha l’obiettivo di gestire il ciclo integrato dei rifiuti nella provincia di Caserta – ha detto stop al conferimento di rifiuti per il comune di Mondragone per mancanza di pagamenti da parte del Municipio”.

L’articolo ci informa, infine, che con un versamento di 45mila euro alla Gisec si tenta di scongiurare la paralisi. Ancora debiti, sempre debiti, che –come dicevamo giorni fa– continuano a non essere gestiti nel rispetto della legge e ad uscire “alla bisogna”, come tanti conigli dal cilindro del mago dei conti comunali. Anche l’articolo de Il Mattino sarà dall’AMBC assicurato alla Procura della Corte dei Conti.

Non ci resta che un ennesimo appello: non ce la potete fare, avete iniziato il mandato nel giugno 2017 col piede sbagliato e rischiate soltanto di peggiorare drammaticamente la situazione. Abbandonate l’obiettivo che vi è stato imposto, ovvero di scavallare le prossime regionali del 2020, e verificate subito la fattibilità di un piano di riequilibrio pluriennale. Anche in vista della riforma nazionale in corso sul predissesto e dissesto Prima che sia troppo tardi!

Documento senza titolo

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