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Mostra fotografica Permanenze: Immagini di una Campania multietnica

DiThomas Scalera

Ott 29, 2014

Permanenze1na

Si inaugura Venerdì 31 ottobre 2014 alle ore 17, presso Castel dell’Ovo – Sala delle Carceri la Mostra Fotografica ‘Permanenze. Immagini di una Campania multietnica’ curata e realizzata da YALLA e con fotografie del fotografo partenopeo Eduardo Castaldo. L’iniziativa è curata e realizzata nell’ambito del Servizio Regionale di Mediazione Culturale YALLA, progetto triennale finanziato dalla Regione Campania – POR Campania FSE 2007/2013 e gestito da Cidis Onlus in partenariato con Gesco, attraverso la Cooperativa sociale Dedalus. Il percorso fotografico propone uno sguardo al fenomeno dell’immigrazione in Campania quale realtà in continuo mutamento, dinamica, in trasformazione, che nonostante precarietà e incognite, vive appieno lo spazio, innescando cambiamenti che lasciano tracce, che formulano nuovi e inaspettati tratti identitari. Nell’evidenziare la ricchezza del fenomeno nella sua composizione di nazionalità, generazioni, luoghi e situazioni diverse, il percorso si apre alle suggestioni individuali, stimolando la libera interpretazione dello spettatore, invitato ad affidarsi alla bellezza e soprattutto alla forza espressiva delle immagini di Eduardo Castaldo, uno dei più conosciuti fotografi indipendenti italiani, i cui servizi sono stati pubblicati dai maggiori magazines internazionali quali il Time, LeMonde, Internazionale, Newsweek, L’Espresso.
La mostra propone inoltre due focus guidati: in uno s’indagano quelle Alleanze tra cittadini campani e stranieri che nella forma di amicizie, amori, rapporti di lavoro e condivisione di vissuti, generano coesione sociale; nell’altro si osservano da vicino i Gesti di scambio e interazione che connotano alcuni lavori “tipicamente immigrati”.
Tra le regioni meridionali, la Campania è quella che registra il maggior numero di stranieri residenti. In particolare, nella provincia di Napoli si trova oltre un sesto di tutti gli stranieri residenti nell’intero Mezzogiorno. Diversi studi confermano come in quest’ultimo decennio la Campania si sia progressivamente trasformata da area di soggiorno temporaneo e transito verso altre aree del Paese a regione con qualche capacità attrattiva e meta per inserimenti più o meno stabili. Diversi studi dedicati alla regione hanno posto in luce questa tendenza fin dai primi anni del nuovo millennio, sottolineandone l’evoluzione attraverso alcuni indicatori, fra cui la progressiva riduzione dello scarto tra titolari di permesso di soggiorno e stranieri residenti, l’incremento delle iscrizioni scolastiche da parte di alunni stranieri e – non ultimo – il numero crescente di ricongiungimenti familiari.

Oltre a queste caratteristiche, è lo stesso incremento in termini assoluti della presenza straniera a testimoniare come anche la Campania (ma tutto il Sud più in generale), sebbene con cifre più contenute rispetto ad altre aree del Paese, stia registrando un cambiamento riguardo ai flussi immigratori.

Nell’arco di otto anni (dal 2002 al 2010) il numero dei residenti stranieri è cresciuto del 280,2%, passando da circa 43mila ad oltre 164mila, e la loro incidenza sul totale della popolazione residente è passata dallo 0,8% al 2,8%.

Napoli si conferma comunque il catalizzatore dei migranti che decidono di stabilirsi in Campania: il 46,2% degli immigrati in regione risulta infatti residente nella provincia partenopea, con un incremento del 10,3% rispetto all’anno precedente.

Per anni la provincia di Napoli è stata il polo pressoché esclusivo di richiamo per i migranti presenti in Campania, dove i servizi alle famiglie rappresentavano l’unica opportunità di impiego significativa e più o meno continuativa. Successivamente si sono aperti alcuni spazi nelle attività di commercio ambulante e via via sono poi emerse – così come in altre zone della regione – possibilità di lavoro nelle attività agricole, nei servizi alle imprese, nell’edilizia; nella stragrande maggioranza dei casi si è però trattato di lavori precari, dequalificati e sottopagati. L’emersione di una domanda, da parte delle famiglie, sempre più articolata ed orientata a soddisfare carenze del sistema di welfare locale ha costituito un potente elemento di richiamo, mentre nell’ultimo decennio l’avvento dei cinesi ha dato un forte impulso all’ulteriore sviluppo di attività autonome Alle spalle del capoluogo di regione si conferma la provincia di Salerno, che annovera il 23,2% degli immigrati residenti in regione. È interessante notare come, oltre che nell’Agro Nocerino Sarnese e nella Piana del Sele, nell’ultimo decennio siano apparsi microflussi di migranti in entrata anche in zone storicamente contrassegnate dall’emigrazione autoctona, come i territori dell’Alto Sele. Segue la provincia di Caserta, dove risulta essersi stabilito il 20,0% dei migranti residenti in Campania e che è anche la provincia più “africana” della regione. Con questa mostra ci dicono gli organizzatori si è voluto evidenziare l’iterazione tra i migranti e il popolo napoletano.

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Thomas Scalera

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