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Mozambico: “montagna” di rifiuti crolla e uccide 17 persone

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Ci sono rifiuti che fanno morire a distanza di tempo, come quelli “tossici e pericolosi” interrati sotto le nostre case da gente senza scrupoli, e quelli che le vittime le fanno sul colpo. Sembra paradossale ma è così. È successo poche ore fa in Mozambico, precisamente nella capitale dello stato africano, Maputo. Un grande cumulo di rifiuti è crollato investendo e facendo morire ben 17 persone. A riferirlo sono i media locali. Stando alle ricostruzioni ufficiali e da ciò che si vede, in seguito alle grandi piogge degli ultimi giorni che hanno investito copiosamente molte aree dello Stato africano, la “montagna” di rifiuti avrebbe ceduto, colpendo almeno 5 case che sorgevano nelle vicinanze. Per ora, come detto, i morti sono 17, ma non si esclude la possibilità che altri corpi siano nascosti e vengano ritrovati all’interno dei rifiuti stessi. Intanto nelle aree limitrofe molte famiglie hanno lasciato le proprie abitazioni, nella paura che ulteriori cedimenti arrechino danni anche a loro. La condizione di povertà estrema e di non rispetto delle procedure di imballaggio, accatastamento e stoccaggio dei rifiuti, porta spesso a vedere “discariche ufficiali a cielo aperto” sorgere nei pressi delle zone più o meno abitate. Senza controlli, senza badare alla “sicurezza” né tantomeno alla tutela dell’ambiente e dell’uomo, queste montagne di rifiuti sono all’oirdine del giorno, un po’ in tutte le zone povere del continente africano. Spesso diventano anche “luoghi di gioco” o di “ricerca” di qualcosa da riciclare da parte di bimbi ed adulti. Una condizione che purtroppo, proprio per il suo carattere di “imprevedibilità”, si presta a poter essere causa di catastrofi piccole (incidenti dovuti a cadute, piuttosto che “infezioni” batteriologiche di varia natura) o grandi, come quella che purtroppo è accaduta oggi. E pensare che queste zone dell’Africa erano le più ricche di preziosi nel sottosuolo. Lo stesso sottosuolo depredato da noi occidentali, prima di abbandonare la popolazione al proprio destino. Ricordate il film “Blood Diamonds”?

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